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Nemesis: un racconto di decenni di narcotraffico a Rio de Janeiro

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Veduta di una parte di Rocinha (foto: DentroRiodejaneiro.it).
Nemesis, di Misha Glenny, è un libro da leggere in poche ore che narra le vicende di uno dei capi delle organizzazioni criminali di Rio de Janeiro dedite al narcotraffico: racconto crudo e amaro delle dinamiche della malavita carioca.

Ho da poco finito di leggere Nemesis, libro scritto dal giornalista britannico Misha Glenny. Racconta la parabola di Antônio Francisco Bonfim Lopes, meglio conosciuto come Nem: uno dei capi del narcotraffico di Rocinha, la più grande favela di Rio de Janeiro.

Circa trecento pagine che, pur non essendo state tradotte alla perfezione, sono una più intensa dell’altra. Glenny è un reporter navigato e ha fatto un grande lavoro per ricostruire la vita di una persona che, da abitante qualunque della comunità, è arrivato agli apici della criminalità nella città brasiliana. L’autore ha consultato tanti materiali, studiato atti di indagine, incontrato diversi protagonisti degli anni in cui Nem, dal 2005 al 2011, dominava a Rocinha. Più volte ha fatto visita al narcotrafficante nel carcere di massima sicurezza di Campo Grande, Mato Grosso do Sul, dove questi si trova, tuttora, confinato. Ha raccolto le sue storie. Ha trascritto su carta le vicende della sua famiglia, fornendo una chiave di lettura del perché abbia imboccato la strada sbagliata, la più sbagliata di tutte. La medesima chiave aiuta a comprendere perché nelle aree più marginalizzate di Rio de Janeiro (e non solo) troppi giovani compiano scelte simili che quasi mai consentono di tornare indietro. La chiave di lettura è l’immensa povertà. La strada è quella del narcotraffico, per l’appunto.

Le favelas di Rio sono da decenni al centro delle dispute di varie fazioni criminali, gruppi deviati della polizia militare (le cosiddette milícias) e dello Stato che, a seconda del periodo storico e del governo di turno, adotta approcci distinti al problema. Di certo, c’è che milioni di persone a Rio de Janeiro, vivono strette tra la violenza e la povertà.

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Copertina della versione in lingua originale di Nemesis di Misha Glenny.

Nem era una di queste persone prima di diventare ciò per cui adesso è conosciuto e il capo del narcotraffico di Rocinha. Il libro spiega bene le circostanze che lo hanno portato a militare nel Comando Vermelho, prima, e a diventare, poi, uno dei capi del clan Amigos dos Amigos (due delle principali organizzazioni criminali brasiliane). Secondo il racconto, sono strettamente legate alla povertà della sua famiglia. La cosa non giustifica in alcun modo la scelta di aderire alle organizzazioni criminali con base nella favela. È però, come dicevo, un modo di interpretare un fenomeno che porta molti giovani all’illegalità, al carcere e spesso, purtroppo, alla morte: se ci fossero anche un minimo di opportunità in più, una distribuzione del reddito meno iniqua, servizi sanitari ed educativi di qualità e alla portata di tutti e più sostegno alla diffusione della cultura, probabilmente molte vite si salverebbero. Sarebbero di meno le persone a fare la scelta sbagliata, come l’ha fatta Nem, e per i clan dei narcos sarebbe più difficile trovare manodopera tra i poveri delle favelas.

Edito da Baldini+Castoldi, Nemesis è un ritratto crudo e amaro che si fa leggere in pochissimo tempo. Diversamente da libri che affrontano lo stesso tema (come Abusado, di Caco Barcellos, che narra le vicende di Marcinho VP, trafficante di Santa Marta), è meno incentrato sul singolo personaggio e ricostruisce oltre trent’anni di storia di Rio de Janeiro, descrivendo l’architettura criminale del narcotraffico brasiliano, spesso lasciato in ombra dai cartelli messicani e colombiani ma altrettanto feroce nei modi e sconfortante per come ha saputo pervadere la società brasiliana.

Consiglio di leggere Nemesis. È senz’altro un libro utile a comprendere fatti e dinamiche che hanno trasformato Rio de Janeiro in una città violenta dove in molti, purtroppo, non si sentono sicuri.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

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