Racconti

La prima sfilata con la Mangueira: il racconto di Giancarlo

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Mangueira, feijoada alla scuola.
Cosa vuol dire amare il Carnevale di Rio de Janeiro e sostenere una scuola fino a sfilare al Sambódromo? Il racconto di Giancarlo.
O

ra che il Carnevale è alle spalle almeno per qualche mese, ora che tutto sembra tornare alla normalità, ora che Rio de Janeiro si rituffa a capofitto nella routine lavorativa, sembrano così lontani i giorni della musica e il rimbombo della festa.

La grande illusione del Carnevale, il momento di sogno cantato da Vinicius De Moraes e Tom Jobim cede il posto alle regole della quotidianità.

Forse l’energia del Carnevale resta viva solo in favela, come canta Martinho da Vila in “Pra tudo se acabar na quarta-feira”, tra le baracche con le stoffe dei vestiti trasformati in tende e bandiere che colorano la vita.

Forse l’energia del Carnevale resta viva in chi l’ha vissuto a pieno, in chi ha lasciato andar via i pensieri, in chi non dice non mi piace il Carnevale (e non sono pochi), in chi sa sentirsi leggero. Resta forte in tutti quelli che sognano e sanno condividere, fare le cose insieme e abbracciarsi.

La pagina Facebook di DentroRiodejaneiro è stata letteralmente presa d’assalto nei giorni di Carnevale (così come il blog). Tra i tanti messaggi e commenti che ho ricevuto, c’è il racconto di Giancarlo. Si vede che è il racconto di una persona che ama Rio de Janeiro e il suo folle Carnevale.

Credo sia una bella testimonianza. Una fotografia genuina di cosa si muova attorno al samba e di cosa possa significare far parte di una scuola di samba. Anche a distanza di molti anni, c’è tutta la forza di Rio de Janeiro nel racconto di Giancarlo, che ha assaporato lo spirito più vero del Carnevale e del sentirsi parte nella costruzione della più grande festa del mondo.

Grazie, Giancarlo, per questo bel racconto!

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La quadra della Mangueira (foto: Fernando Azevedo).

Il racconto di Giancarlo: la prima volta che ho sfilato al Carnevale di Rio de Janeiro

Non dimenticherò mai la mia prima sfilata al Carnevale di Rio con la Mangueira!

Sono stato per la prima volta in Brasile nel 2004, ma il primo anno non parlavo ancora portoghese e non sfilai. Decisi semplicemente di assistere al Carnevale come spettatore! Utilizzai il primo viaggio per conoscere la città e sondare un po’ il terreno… Mi accorsi che la popolazione amava molto la Mangueira.

Così quando tornai, nel 2005, decisi di sfilare con loro. Presi contatto tramite Internet con la scuola e con una delle sarte dei che si occupa dei suoi costumi. Dovete sapere che questa scuola non gode di enormi risorse economiche come per esempio Beija-Flor o Unidos da Tijuca, ecc. La loro sede è in una favela e intorno ci sono solo baracche. Ma è così tanto amata dalla popolazione che con enormi sacrifici ogni anno riescono a fare veri e propri miracoli, sfilando sempre fra i campioni!

Ricordo come se fosse ieri quando mi recai nel loro quartiere. Era di sera, avevo nello zainetto ben 700 reais in contanti (circa 250 euro nel 2005) per pagare il costume (più o meno il salario minimo mensile di un mese di un brasiliano di oggi… allora erano ancora di più). Scesi dalla metro zona Maracanã e a piedi cercai il loro quartiere. Con una mappa in mano. Intorno c’erano solo baracche e io me la stavo facendo addosso dalla paura: con tutti quei soldi in contanti nello zaino!

Dopo un po’ si avvicinò uno scooter con due ragazzi, chiedendomi bruscamente cosa stessi cercando in quella zona. Questi videro che ero un turista. Io, con un nodo alla gola e tremando, dissi che cercavo la Signora Neide per comprare il costume della Mangueira. Appena dissi questa cosa i due ragazzi fecero un salto di gioia e mi scortarono dentro la favela fino a casa della sarta!

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Una sarta della Mangueira (foto: Subsecretaria de Comunicação Social – Governo do Rio de Janeiro).

All’inizio pensai mi facessero fuori. Invece mi trattarono come un Dio! Ahahah! Fui accolto calorosamente da tutti dentro la favela perché ero uno di loro che sosteneva la loro scuola! Dopo aver ritirato e pagato il costume salutai educatamente e stavo per andarmene. Ad un tratto il responsabile mi rispose: “Tu non vai da nessuna parte! Ormai resti con noi a far festa!”. Mi portò nella quadra (la sede della scuola di samba) mi fece vedere tutte le loro coppe, mi raccontò tutta la storia e dopo mi invitò a bere e mangiare con loro per strada. Io, naturalmente, non osai rifiutare.

Mentre eravamo in strada con tanta gente della favela a bere e mangiare in una grigliata imponente, altri due ragazzini in motorino iniziarono a sparare per aria con un revolver e a uno di loro cadde a terra la pistola. Io mi cagai addosso (scusate il francesismo, ahahah). Il dirigente della scuola si mise a ridere a più non posso urlandomi: “Hai paura per caso?” ed io: “Nooo”. Mi disse di non aver paura, che era tutto sotto controllo! Ahahah!

Dopo la decima birra offerta da loro decisi di andarmene perché si era fatto quasi mattina. Ebbene, mi chiamarono un taxi e si raccomandarono loro stessi col tassista di accompagnarmi all’hotel! Mi abbracciarono come fossi stato uno di loro da sempre e mentre me ne andavo urlavano: “Mangueira é campeã!”.

Non dimenticherò mai quest’esperienza unica! Fu la sola volta che sfilai con la Mangueira, poiché dall’anno successivo decisi di sfilare sempre con Beija-Flor, che negli ultimi 15 anni ha vinto quasi 10 volte! È senza dubbio la scuola di samba più famosa attualmente! Credetemi, però: il calore della Mangueira è ineguagliabile!

La prima sfilata con la Mangueira: il racconto di Giancarlo ultima modifica: 2016-02-18T22:29:32+00:00 da Simone Apollo

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

2 commenti

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  • Salve. Grazie per aver pubblicato il mio racconto. Sono onorato! 😉 Ne avrei migliaia da fare sul Carnevale di Rio e tutte le mie sfilate in 10 anni con varie scuole, da Mangueira a Beija-Flor, Mocidade e Porto da Pedra.

    Ci tengo a sottolineare che dalla mia prima sfilata nel 2005 (che ho descritto nel racconto) a oggi, le cose sono cambiate parecchio. Adesso non serve mica pagare in contanti il costume recandosi presso la sede della scuola di samba. Adesso con Internet è possibile partecipare e comprare i costumi direttamente da casa da tutto il mondo! Ogni scuola infatti ha il proprio sito internet. Ogni anno le scuole che sfilano, mettono on line i costumi già a partire dall’autunno. Basta andare sul sito e scegliere la scuola e il costume con cui si preferisce sfilare. Il costume viene recapitato direttamente in albergo con le istruzioni complete del desfile e l’ora esatta in cui inizia. Tutto facilissimo.

    Per sapere quali sono le scuole e i contatti basta andare sul sito ufficiale della Lega che organizza il Carnevale di Rio. liesa.com.br

    Nel sito ci sono tutte le scuole di samba di Rio e i loro contatti.
    Ma c’è anche Facebook, tutte le scuole infatti hanno una pagina Facebook e relativi contatti! 😉 Buon divertimento e tutti e Viva il Brasile!!!

    • Caro Giancarlo, grazie mille per il tuo racconto e per le preziose informazioni che di certo sono utili per tutti i nostri lettori. Viva il Carnevale, Viva Rio e Viva il Brasile! 🙂

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