Approfondimenti

Gentilezza genera gentilezza: sopra e sotto il ponte di Niterói

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Gentileza gera Gentileza (foto: F.Zanutto)

[highlight style=”smoke”]”Gentileza gera gentileza” è la frase più celebre tra gli insegnamenti del Profeta Gentileza, che continuano a vivere dipinti sui pilastri di una grande strada di Rio de Janeiro.[/highlight]

[dropcap style=”circle”]S[/dropcap]i festeggia il 13 novembre ma, per essere precisi, andrebbe festeggiata tutti i giorni. Non è un indovinello ma è qualcosa di bello che dovrebbe circondarci sempre. È la gentilezza.

Sono passati quasi cinque anni da quando, in un limpido pomeriggio estivo, ho visto quella frase “Gentileza gera gentileza”. Viaggiavo in auto sul lungo ponte di 13 km che, con le sue quattro corsie per senso di marcia, dal 1974 collega Rio de Janeiro con Niterói e attraversa lo splendore della Baia di Guanabara.

Lì per lì, rimasi un po’ sbigottita e un po’ estasiata. Non capivo perché mai si parlava di gentilezza. Fu come un flash di pochissimi secondi e forse non avevo letto bene. Di solito sui pannelli delle autostrade ci sono messaggi che invitano a guidare piano e a non bere. Invece no, lì c’era scritto proprio “Gentilezza”. Io venni catturata, incantata come davanti al trucco di un prestigiatore. Era poesia, non c’era dubbio.

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Gentileza gera Gentileza (foto: F.Zanutto)

Pura poesia, come il Brasile insegna, con eleganza e semplicità. Poesia sospesa sul ponte Rio-Niterói, sotto un cielo azzurro e sopra un mare ancora più abbagliante. Era poesia in viaggio, un regalo inaspettato per chi attraversava quel ponte, un’iniezione di dolcezza per riflettere e pensare.

Ho poi chiesto a tante persone, in giro qua e là per il Brasile, il motivo di quella frase sul ponte che tanto mi aveva catturato. Nessuno sapeva, alcuni si meravigliavano, altri, semplicemente, dopo un po’ cambiavano argomento. Non ho cercato on line. Facendo così forse avrei scoperto subito il motivo, ma credo che la gentilezza abbia a che vedere con il calore umano, con le relazioni e i collegamenti. È qualcosa di non meccanico e immediato e forse alcuni concetti hanno bisogno di tempo per essere svelati, capiti e assimilati. Il tempo è un grande maestro.

Il Profeta Gentileza e le sue pitture: “Gentileza gera Gentileza”

Era di nuovo pomeriggio, benché meno luminoso, un paio di anni dopo. Girovagavo per il centro di Rio de Janeiro e trovai rifugio nella bella libreria Arlequim negli spazi del Paço Imperial. Non era la prima volta che entravo, ma lì fu diverso. Mi trovato nella sezione dei libri su storia, cultura e folklore del Brasile e Rio de Janeiro. Ero in cerca di storie nuove, curiosità e leggende in equilibrio tra realtà e fantasia, sacro e profano.

Appoggiato vicino alla cassa, mi apparve un libro. Parlava di gentilezza. Gentilezza? Sì, proprio lei e ad un tratto tutto fu chiaro. Avevo trovato quello che cercavo e c’era un senso, eccome se c’era. Que beleza!

Profeta Gentileza era, scoprii, una figura particolare per il Brasile e soprattutto per la città di Rio de Janeiro.

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Il Profeta Gentileza (foto: Projeto Rio com Gentileza).

José Datrino, questo il suo nome di nascita, diceva di avere “un libro in testa”, che conteneva la verità del mondo e avrebbe aiutato a tracciarne il percorso, con ostinazione e convertendo il mondo. Ambizioso e fedele al suo obiettivo, Profeta Gentileza andò in giro, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, dipingendo sui pilastri di cemento dei viadotti le pagine del suo libro urbano.

Pagine dipinte sui pilastri del ponte che avevo percorso qualche anno prima. Era semplice: sotto il ponte, dovevo cercare il senso di quella frase! Un libro di millecinquecento metri: dal cimitero di Caju a nord lungo il Viadotto di Caju fino al marco zero della Avenida Brasil e la Rodoviária Novo Rio, a sud.

Si tratta di 56 pilastri che vanno letti, preferibilmente al contrario, dall’ultimo al primo. Da nord, dalla Avenida Francisco Bicalho, secondo il flusso del traffico e seguendo i numeri attribuiti ai pilastri proprio dal Profeta Gentileza.

Nel primo pilastro, il Profeta Gentileza annuncia che il mondo è una scuola e propone di usare le parole “Gentileza” e “Agradecido” al posto di “Por favor” e “Obrigado”. Quest’insegnamento è il nucleo etico-religioso del Profeta Gentileza, secondo cui nella parola “Gentileza” si colloca Jesus e in quella “Agradecido” si colloca la grazia. Favor, si identifica nel capitalismo così come obrigado, indicando che nessuno dovrebbe essere “obbligato a niente”.

La frase “Gentileza gera Gentileza” è un motivo ricorrente, spesso usata insieme alla trilogia “UNIVVERRSSO, LIBERRRTA e AMORRR”, quest’ultima parola scritta con tre R, una per il Padre, una per il Figlio e la terza per lo Spirito Santo. Nel pannello 25 inoltre il Profeta Gentileza indica che per sapere che cos’è la gentileza si deve “ConheSERR” la gentilezza di noi stessi.

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Il pilastro n°13 del Profeta Gentileza (foto: Projeto Rio com Gentileza).

Concetti forse complessi da spiegare ma che negli anni sono stati fatti propri da tantissimi brasiliani (e non solo).

graffiti di Profeta Gentileza si trovano nella regione portuaria di Rio de Janeiro. Furono restaurati nel gennaio del 1999 grazie al Projeto Rio com Gentileza, sostenuto dalla Legge di incentivi per la Cultura. Speriamo che le trasformazioni urbane legate al progetto Porto Maravilha possano conservare quest’opera, che magari potrebbero trovare spazio, almeno in parte, nel Museu do Amanhã. Per ora i tre pilastri dipinti dal Profeta Gentileza che rientrano nella Perimetral (strada sopraelevata ad elevato traffico che costeggiava il porto di Rio de Janeiro e che è stata abbattuta per i lavori del Porto Maravilha) sono stati lasciati in piedi. Sarebbe un peccato se le moltissime persone che transitano da quelle parti, non potessero più ammirare le pitture del Profeta Gentileza e leggerne le frasi.

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Il pilastro n°16 del Profeta Gentileza (foto: Projeto Rio com Gentileza).

Profeta Gentileza e la sua rivelazione

La rivelazione mistica del Profeta Gentileza iniziò dopo un terribile incidente avvenuto alla fine del 1961 a Niterói, l’incendio del Gran Circus Norte-Americano, considerato all’epoca il più grande circo dell’America latina. Nella tragedia morirono oltre 500 persone, di cui il 70% bambini, e l’intero Brasile si commosse per lungo tempo.

Il 23 dicembre 1961, José Datrino ricevette il messaggio divino mentre con il suo camion effettuava una consegna a Nova Iguaçu. Decise di comprare 200 litri di vino e di distribuirli gratuitamente la vigilia di Natale proprio lì dove si trovava quel circo bruciato, luogo desolato e doloroso, dove il Profeta Gentileza avrebbe poi vissuto per quattro anni e che sarebbe stato trasformato, in seguito, in un giardino, chiamato “Paradiso Gentileza”.

Per celebrare il Profeta Gentileza, furono anche scritte delle canzoni: una la scrisse Gonzaguinha negli anni ’80, l’altra venne pubblicata nel 2000 da Marisa Monte (la sua canzone, oltre che bellissima, parla proprio del libro urbano del Profeta Gentileza). In entrambe si parla di gentileza, valore che sarebbe bello fare nostro e regalare quest’anno anche noi. Un omaggio al Brasile, a noi e agli altri. Perché gentileza gera gentileza. Provare per credere.

Gentilezza genera gentilezza: sopra e sotto il ponte di Niterói ultima modifica: 2014-12-03T15:49:41+00:00 da Francesca Zanutto

Francesca Zanutto

Geografa ed esperta di comunicazione, ha iniziato come agente di viaggio per poi lavorare presso l’UNWTO. È ricercatrice, docente e consulente in ambito turistico e culturale appassionata di letteratura di viaggio, antropologia, identità e folklore. È autrice della futura guida Polaris sul Brasile che l’ha spinta a conoscere questo paese in lungo e in largo, accompagnando gruppi o viaggiando da sola ma sempre cercando di mescolarsi tra la gente.

5 commenti

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    • Mi fa molto piacere, Manuela. Il Profeta Gentileza è molto conosciuto a Rio e i suoi dipinti sono un patrimonio della città. Grazie a te 🙂

  • Grazie Manuela! Sì, è un messaggio davvero bello anche perché basta essere gentili per rendersi conto che non solo gli altri saranno più felici e sereni ma lo saremo anche noi stessi! Ciao!

  • ..Comunque è proprio vero che la vita è un circo e il mondo è una scuola, come dice la canzone di Marisa Monte…

    O mundo é uma escola
    A vida é o circo
    “Amor: palavra que liberta”
    Já dizia o profeta.

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