Approfondimenti

Capoeira, patrimonio intangibile dell’UNESCO

Scuola di capoeira Guriatá Capoeira Angola del maestro Trovoada (Cidade de Plástico, Subúrbio Ferroviário, Salvador, BA). Foto di: Antonello Veneri.

[highlight style=”smoke”]Capoeira, un patrimonio culturale da salvaguardare, finalmente riconosciuto dall’UNESCO nella Lista dei Patrimoni Culturali Immateriali.[/highlight]

[dropcap style=”circle”]I[/dropcap]l grande sociologo Gilberto Freyre scriveva così: “La capoeira e il samba per dare vita a una danza”.

Il 26 novembre 2019 la capoeira, arte marziale brasiliana, è entrata a far parte ufficialmente della Lista dei Patrimoni Culturali Immateriali riconosciuti dall’UNESCO. L’annuncio è stato dato durante la IX sessione del Comitato Intergovernamentale per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Intangibile che si è aperta il 24 novembre 2014 al quartier generale dell’UNESCO a Parigi.

Insieme alla capoeira, alla lista di tradizioni culturali da preservare per la diversità mondiale, sono stati aggiunti anche altri 29 patrimoni intangibili tra cui la coltivazione delle viti ad alberello di Pantelleria, gli origami giapponesi (washi), le saune tradizionali dell’Estonia e gli yurts nomadi del Kazakistan e Kirghizistan.

Attualmente la lista contiene 314 pratiche culturali di ogni angolo del mondo. L’elenco non è una classifica. Riconoscimenti come questo hanno l’obiettivo di proteggere la diversità culturale dell’umanità, che si manifesta in innumerevoli pratiche, espressioni, identità e significati: è una ricchezza inestimabile che va tutelata.

Con la capoeira, il Brasile raggiunge così la quota di 6 forme artistico-culturali protette dall’UNESCO: la tradizionale processione di Círio de Nazaré a Belém nel Pará, il Frevo del Pernambuco, le espressioni orali e grafiche della tribù Wajãpi (in Amapá e Pará), il samba de roda del Recôncavo Baiano, nello stato di Bahia, e il rituale dello Yaokwa per il mantenimento dell’ordine sociale e cosmico degli Enawene Nawe.

Precisamente l’UNESCO ha iscritto la capoeira come “roda de capoeira”.

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Scuola di capoeira Guriatá Capoeira Angola del maestro Trovoada (Cidade de Plástico, Subúrbio Ferroviário, Salvador, BA). Foto di: Antonello Veneri.

In Brasile esiste anche un ente pubblico, l’IPHAN (Instituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional), che ha istituto un registro dei beni culturali di natura immateriale suddiviso in quattro diversi libri (dei saperi, delle celebrazioni, delle forme di espressione e dei luoghi): per “saperi” si intendono le conoscenze e il modo di fare collegato al quotidiano delle comunità; per “celebrazioni” i riti e le feste che segnano la vita collettiva lavorativa, religiosa, di intrattenimento e altre pratiche di vita sociale; le “forme di espressione” indicano le manifestazioni letterarie, musicali, plastiche, sceniche e di divertimento mentre per “luoghi” ci si riferisce a mercati, fiere, santuari, piazze e altri spazi dove si concentrano e si riproducono pratiche culturali collettive.

I patrimoni riconosciuti dall’IPHAN vanno dalle Paneleiras de Goiabeiras allo Jongo del Sudeste, dalla cascata di Iauaretê (luogo sacro per i popoli indigeni dei fiumi Uaupés e Papuri) al mercato di Caruaru, fino ad arrivare alle origini del samba a Rio de Janeiro (partido-alto, samba de terreiro e samba-enredo). L’elenco è lunghissimo e testimonia l’immenso patrimonio culturale del paese verde-oro.

Sfumature e folklore brasiliano
Sfumature e folklore brasiliano (foto: Francesca Zanutto)

Conoscere, gestire e valorizzare tale ricchezza culturale e folklorica serve a capire le diversità e scoprire la bellezza che si nasconde dietro alle tante forme dell’umanità. Lo spirito è imparare dai saperi del passato in un’ottica di preservazione e innovazione. E il Brasile ha molto da far conoscere.

Parabéns, quindi, Brasile per questo importante riconoscimento! Parabéns a tutti gli insegnanti (i famosi mestres) e ai numerosi praticanti di capoeira in Brasile, in Italia e nel resto del mondo. Perché la vita, dopotutto, è lotta e danza, insieme. Ce lo insegna la Capoeira.

Francesca Zanutto

Geografa ed esperta di comunicazione, ha iniziato come agente di viaggio per poi lavorare presso l’UNWTO. È ricercatrice, docente e consulente in ambito turistico e culturale appassionata di letteratura di viaggio, antropologia, identità e folklore. È autrice della futura guida Polaris sul Brasile che l’ha spinta a conoscere questo paese in lungo e in largo, accompagnando gruppi o viaggiando da sola ma sempre cercando di mescolarsi tra la gente.

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