Scalinata Selarón

La Scalinata Selarón è una delle attrazioni di Rio de Janeiro più amate. Opera dell’artista cileno Jorge Selarón, la scalinata è un esempio di come la creatività, l’arte e l’architettura possano fondersi per dar vita ad uno spazio urbano che, pur essendo eccentrico, mantiene tutta la sua funzionalità.

La Scalinata Selarón fa da collegamento tra la Lapa, quartiere classico del samba e della movida carioca e Santa Teresa, altro quartiere storico da sempre frequentato da artisti e intellettuali. Oltre ad essere diventato uno dei luoghi più amati della Lapa, la scala di Selarón è uno dei simboli di tutta la città di Rio de Janeiro. Carioca e turisti amano ritrovarsi qui per una passeggiata tra bar dal gusto tropicale e bohémien. La zona pullula di locali decadenti, hotel fatiscenti, botecos e casas de samba e, soprattutto durante i fine settimana, sui gradini della Scalinata Selarón e alla sua base si raduna sempre una piccola folla di gente per scambiare chiacchiere in allegria, bere una birra e suonare.

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Scalinata Selarón: dalla Lapa a Santa Teresa (foto: Daniele Marangoni).

Come detto poco fa, la scalinata di Lapa è frutto dell’ingegno e dell’estro di Selarón. Il pittore di origine cilena, dopo aver girato mezzo mondo, decise di fissare la sua base in Rua Manuel Carneiro, a Rio de Janeiro. Non è una strada qualsiasi, visto che coincide con la lunga scalinata un tempo conosciuta come Escadaria do Convento de Santa Teresa, che oggi tutti chiamano Escadaria Selarón. L’artista ha trasformato totalmente un’anonima scala in un esempio di arte urbana di grande livello, un’installazione capace di emozionare chiunque la veda e ne salga e scenda i gradini.

Forse Selarón è stato uno dei primi grandi artisti nel campo della street art. Sta di fatto che, dopo anni di lavoro, ha donato a Rio de Janeiro un luogo incredibile che celebra la città che lo ha accolto e vale sicuramente la visita. La meravigliosa scalinata di Rio de Janeiro è ormai a pieno diritto accanto alle altre grandi attrazioni della città come il Pan di Zucchero o il Cristo Redentor.

Chi era Selarón?

Per capire meglio un monumento così particolare come la Scalinata Selarón non si può fare a meno di approfondire un po’ la conoscenza del personaggio che l’ha ideata e realizzata.

Jorge Selarón nacque in Cile nel 1947 e si stabilì a Rio de Janeiro nel 1983 dopo aver girovagato in quasi sessanta paesi del mondo come ceramista e pittore. Non sono tutte rose e fiori e Selarón dovette affrontare parecchi problemi economici che lo costrinsero a sbarcare il lunario grazie alla vendita dei suoi quadri, alle donazioni e con l’aiuto dei vicini e dei turisti.

Tra i soggetti ritratti maggiormente da Selarón ci sono donne incinta e tetti delle favelas: ne venderà migliaia durante la sua traiettoria artistica. Forte è anche il richiamo all’Africa e alle radici brasiliane che affondano in quel continente.

Nel 1994 cominciò a dedicarsi a quello che è considerato il suo grande omaggio a Rio de Janeiro e al popolo brasiliano: la scalinata che porta il suo nome, la Escadaria Selarón.

Nel 2013, l’artista venne purtroppo trovato morto proprio sulla scalinata colorata dove, nel frattempo, continuava a vivere e lavorare. Le circostanze ancora non sono del tutto chiare ma il mito di Selarón continua ed è ancora più saldo nell’immaginario dei carioca e degli amanti di Rio de Janeiro.

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Jorge Selarón durante l’intervista per il documentario “O vermelho de Selarón”.

Storia della Scalinata Selarón

Selarón iniziò i lavori della famosa scalinata di Rio de Janeiro nel 1990. L’artista cileno viveva in una casa lungo la scalinata e decise di dare nuova vita al luogo, che si trovava in condizioni di grave degrado. Per realizzare la sua immensa opera, Selarón utilizzava i fondi raccolti grazie alla vendita dei suoi quadri (chi scrive ne ha comprato uno nel 2005).

A detta dello stesso Selarón, l’idea era quella di trasformare i grigi gradini della scala e farne il suo personale omaggio al popolo brasiliano. Per questa ragione, nella ristrutturazione del luogo il cileno scelse di adoperare il verde, l’azzurro e il giallo, colori della bandiera brasiliana. Un po’ alla volta la gradinata cominciò a coprirsi di maioliche di queste tre tinte, che l’artista recuperava tra mucchi di macerie e cantieri.

Nel 1998, proprio quando stava per finire i lavori della scala, Selarón ebbe una magnifica intuizione. In Praça XV, durante una camminata per le vie del centro cittadino, Selarón scoprì un negozio che ogni sabato commercializzava antichi azulejos europei. Fu colpo di fulmine. Il pittore decise che doveva a tutti i costi utilizzare quelle piastrelle per portare avanti la sua installazione artistica. C’era un problema però: lo spazio per decorare ulteriormente la scalinata di Lapa e Santa Teresa era praticamente esaurito. Come risolvere l’ostacolo? Qui si registra il passaggio dall’intuizione al genio artistico. Selarón stabilì che la sua scalinata sarebbe stata un’opera d’arte viva e in costante cambiamento. Contemporaneamente alla scelta di utilizzare quel rosso così forte che colpisce chiunque la osservi, avrebbe alimentato la sua opera con piastrelle sempre nuove. L’Escadaria Selarón sarebbe stata oggetto di una sostituzione permanente degli azulejos e sarebbe sempre stata diversa da se stessa.

Fino alla morte del suo inventore.

Nel 2015, due anni dopo la scomparsa dell’artista, con la legge municipale 5.927 del 2015 (iniziativa del consigliere comunale Jefferson Moura), la Scalinata Selarón venne ufficialmente vincolata e messa sotto protezione delle Belle Arti. La città di Rio de Janeiro riconobbe così definitivamente l’interesse storico dell’opera e ne vietò la demolizione e la modifica architettonica di qualsiasi tipo.

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Scalinata Selarón: dettaglio delle tante piastrelle (foto: Daniele Marangoni).

Come è fatta la Scalinata Selarón?

La Scalinata Selarón è rivestita di circa 2.000 piastrelle, mattonelle e azulejos provenienti da molti angoli del pianeta (circa 130 paesi; una quindicina di città solo di Portogallo e Germania, una decina italiane). La scala collega Lapa a Santa Teresa, è lunga 125 metri e larga 4 metri. È composta da 215 gradini, 17 rampe e 10 punti per riprendere fiato. Ai lati della scalinata, Selarón ha posizionato numerose vasche da bagno rivestite, anch’esse, di piastrelle colorate e funzionanti come vasi per piante lussureggianti e come sedili. Le vasche compongono una sorta di parete di contenimento dei gradini e il senso che se ne riceve è di trovarsi in un percorso protetto e canalizzato.

Sia nei gradini sia nelle vasche laterali, troverete una grande varietà di maioliche incastonate in modo da essere ammirate e fotografate. Alcune di loro sono state dipinte a mano da Selarón; altre sono state donate o spedite da persone che hanno voluto contribuire alla realizzazione della scala. Il risultato finale è un tripudio di colori, un ambiente esuberante, stravagante ed emozionante che fa da sfondo alle calde notti in musica della Lapa. La scalinata di Rio de Janeiro.

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Scalinata Selarón: dettaglio (foto: Daniele Marangoni).

Scalinata Selarón: un mosaico di messaggi

Andando ad ammirare la Scalinata Selarón e la sua altezza, vi renderete conto che essa in realtà è un’opera d’arte che contiene molti significati ed è composta da tante opere più piccole. Parlando di magia, questo è uno dei punti di forza della scalinata: fondere l’architettura, il recupero di un’infrastruttura urbana, l’arte e la poesia in un unico capolavoro a disposizione di tutti.

“Un insieme di colori, disegni e storie di tutto il mondo”, diceva Selarón.

Salendo o scendendo i gradini troverete, oltre agli azulejos, numerose opere realizzate da Selarón e incorniciate nella scala, attraverso le quali il pittore lanciava i suoi messaggi scritti di amore, denuncia e tolleranza. Sono famose le composizioni con le donne nere in gravidanza tra i tetti delle favelas di Rio. Una di queste recita, per esempio: “Viver na favela é uma arte. Ninguém rouba, ninguém escuta, nada se perde, manda quem pode, obedece quem tem juízo”. Oppure troverete un più semplice “Brasil eu te amo”.

Per Selarón, la scalinata doveva essere un luogo pulsante, un manufatto vivo, uno strumento di comunicazione in grado di ispirare.

Dove si trova la Scalinata Selarón?

La Scalinata Selarón si trova nella zona centrale e più antica di Rio de Janeiro. Il luogo è accessibile da Lapa (visuale dal basso e in salita) o da Santa Teresa (visuale dall’alto e in discesa). Le scale coincidono con la Rua Manuel Carneiro. La stazione della metropolitana più vicina è quella di Cinelândia, da cui vi basterà camminare per neanche dieci minuti. Se venite in autobus dalla zona sud, dovrete scendere alla fermata in Rua Teixeira de Freitas (all’altezza del parco del Passeio Público) e camminare per circa duecento metri.

Arrivando da Lapa, la scalinata si trova a 5 minuti dai celebri archi bianchi. Se invece provenite da Santa Teresa, la scalinata inizia nei pressi dell’omonimo convento.

È una via pubblica, perciò per visitare e fotografare la scalinata non è richiesto alcun biglietto. Un consiglio relativo all’abbigliamento è quello di indossare delle calzature comode.

Quando visitare la Scalinata Selarón

Avete due modi diversi per visitare la Scalinata Selarón, a seconda che decidiate di farlo di giorno o di notte.

Nel primo caso, per una visita diurna, il consiglio è di abbinare la visita alla scalinata colorata con quella a Santa Teresa. Potete seguire un itinerario che, dopo i luoghi più caratteristici di Santa Teresa, vi farà scendere verso la Lapa proprio passando per la famosa scalinata. Questa opzione è sconsigliata nelle ore notturne.

Di notte, invece, potete ammirare la bella scala di Lapa passando una serata spensierata tra i bar della Lapa e facendo una passeggiata fino all’angolo tra Rua Joaquim Silva e Rua Pinto Martins, da cui si inerpica la scalinata. Potete salire la parte iniziale della scalinata, molto frequentata nei fine settimana, ma è sconsigliato addentrarsi troppo in alto.

Scalinata Selarón: è un luogo pericoloso?

La Lapa si trova nella zona centrale di Rio de Janeiro. Così come altri quartieri della zona, non è tra i posti più sicuri di Rio de Janeiro. Nelle serate dei fine settimana e dei giorni prefestivi troverete sempre tanta gente; al contrario, durante la settimana le strade della Lapa sono pressoché deserte. Se potete, evitate di girare per il quartiere quando non c’è nessuno e di andare in giro con oggetti di valore in vista e cercate di non addentrarvi nelle stradine secondarie.

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Rua Joaquim Silva, Lapa: strada da cui inizia la Scalinata Selarón (foto: Daniele Marangoni).

Per quanto riguarda l’area immediatamente limitrofa alla Scalinata Selarón, anche di giorno può capitare che non ci sia troppa gente e il luogo, abbastanza trasandato nonostante gli interventi di recupero, non trasmette il massimo della sicurezza. È perciò raccomandabile adottare tutte le precauzioni del caso, sia di giorno sia di notte, visto che la zona è frequentata anche da ladruncoli e sbandati. Nelle notti più affollate fate molta attenzione alle tasche se vi trovate a camminare tra la folla:

Infine, essendo uno dei luoghi della movida, può capitare di imbattersi in persone che hanno alzato troppo il gomito.

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Scalinata Selarón: curiosità

La Escadaria Selarón è un luogo vitale, un’opera d’arte moderna incastonata nel tessuto urbano carioca. Un simbolo vivente di Rio de Janeiro che è in continuo mutamento.

Come dichiara personalmente nel mini-documentario “O vermelho de Selarón”, il pittore arrivò a pagare anche 2.000 dollari per un unico azulejo inserito nella scalinata, non preoccupandosi del valore molto elevato. Il suo punto di vista era che: “Nelle cose grandi non esiste la logica e bisogna essere un po’ matti per fare qualcosa di grandioso”.

Selarón ha decorato anche altri punti della Lapa: vicino agli archi troverete altre composizioni realizzate dall’artista cileno.

La scalinata di Lapa è già stata palcoscenico per spettacoli, video e riprese televisive o cinematografiche. Ancor prima di diventare una delle principali attrazioni di Rio de Janeiro, la Scalinata Selarón era già stata palcoscenico per numerosi documentari, videoclip e spot televisivi. Qui hanno girato, tra gli altri, gli U2 (il video di “Walk On” è stato realizzato a Rio de Janeiro) e Snoop Dogg.

A San Francisco, in California, è stata realizzata un’opera ispirata dalla Escadaria Selarón.

Il rosso di Selarón

Per conoscere meglio la figura di Selarón e capire meglio il senso della sua opera, vi consigliamo di dedicare qualche minuto alla visione di questo mini-documentario, “O vermelho de Selarón”.

Gli autori mostrano da vicino il lavoro di Selarón, la sua arte e il suo grande amore per Rio de Janeiro.

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