Itinerari carioca

Perché visitare una favela?

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La favela di Santa Marta a Rio de Janeiro.
La visita di una favela è un'esperienza molto interessante se fatta nel modo giusto: vi dico la mia sul perché farlo, perché non farlo e come farlo. Questa è la prima parte di un approfondimento dedicato alla visita in favela.

Visitare una favela è senz’altro un’esperienza interessante che darà qualcosa in più al vostro viaggio a Rio de Janeiro. Questo è il primo di tre articoli in cui vi dirò la mia e vi fornirò qualche consiglio per avvicinarvi in modo consapevole a questa realtà.

Intanto, dovete tener conto che quella delle favelas è una realtà complessa e insicura. Se volete saperne di più, vi consiglio di leggere questa pagina, questo articolo e i consigli sulla sicurezza a Rio. Informatevi bene anche sulle condizioni di sicurezza prima di intraprendere la visita e, se ritenete ci siano dei rischi, non recatevi in favela. Vediamo ora perché visitare una favela.

Se state leggendo questo testo credo che anche voi la pensiate come me. Viaggiare isolandosi dal contesto, è molto limitante. Un po’ come quando si parte per qualche paese lontano e si rimane sempre circondati dalle mura dei resort turistici: non si può certo dire di aver conosciuto il paese, se non si esce mai e non ci si lascia un po’ andare per incontrare la gente del posto.

Con le favelas di Rio è un po’ così: non si può dire di comprendere a pieno la città se non si cerca di capire anche questo suo aspetto. Infatti, un quinto della popolazione carioca vive in circa settecento favelas. Queste hanno un peso importante nella vita a Rio de Janeiro.

Se perciò avete abbastanza tempo da trascorrere a Rio e siete quel tipo di viaggiatori a cui non piace fermarsi davanti alle cose più scontate, ha senso visitare una favela e comprendere anche questa caratteristica della città.

La visita di una favela è, per prima cosa, un’esperienza interessante e coinvolgente. Entrare in favela, per chi non è abituato a farlo, è un po’ come varcare la soglia di un mondo parallelo che, al massimo, si era immaginato guardando film come City of God. È un’emozione difficile da raccontare. So solo dirvi che fa battere forte il cuore (e che, se decidete di farlo, dovete farlo in modo sicuro).

Visitare le favelas è un’avventura raccomandata a chi cerca il confronto, a chi vuole capire, a chi ama il dialogo, a chi sa interagire con rispetto, a chi odia i pregiudizi ed è dotato di empatia. Tenete presente che le condizioni di vita in favela non sono facili e che spesso i loro abitanti sono discriminati. Purtroppo, per molti brasiliani (non per tutti, per fortuna!), se provieni da lì sei un individuo di serie C o, addirittura, un criminale (um bandido, dicono). Questa è una visione totalmente distorta della realtà. Nelle favelas di Rio de Janeiro ci sono seri problemi dovuti alla presenza di gruppi criminali organizzati ma c’è una stragrande maggioranza di gente che vi incanterà con una semplicità e una dolcezza più raramente riscontrabili all’esterno ed estremamente contagianti.

Perciò tra le motivazioni che possono spingere a visitare una favela ci metto certamente la ricerca dell’umanità. Quella altrui e la propria.

Molti abitanti delle comunità apprezzano il fatto che i turisti vogliano conoscere i loro luoghi o che addirittura scelgano di prenotarvi un alloggio. Chiaramente, se la visita è fatta con lo spirito giusto e con rispetto. Per questo dovete scegliere bene il modo in cui visiterete la favela (ne parlerò nei prossimi due post). Qui basti dire che, facendolo con guide locali o con Ong che realizzano progetti di sostegno alla comunità, starete contribuendo all’economia e al miglioramento della qualità della vita delle persone.

C’è poi l’elemento culturale: dalle favelas arrivano gran parte del samba e della cultura di strada carioca. Molti grandi sambisti sono nati e cresciuti in favela. Tradizioni come il jongo sono custodite in poche comunità. Il funk brasiliano nasce tra i muri ammuffiti dei morros. Insomma, qui viene custodito e tenuto in vita un bel pezzo di anima carioca. Dal punto di vista culinario, ci sono alcuni dei migliori botecos dove assaggiare il delizioso street food di Rio.

Molte favelas si arrampicano sulle montagne e offrono punti panoramici splendidi e meno noti sulla città. Un esempio? Per salire fino alla cima del Morro Dois Irmãos (la “montagna dei due fratelli” che si vede in fondo alla spiaggia di Ipanema) si deve per forza attraversare la favela di Vidigal.

In favela, si può inoltre decidere di andare per fare un’esperienza di volontariato, per studiare o semplicemente conoscere da vicino dei progetti di solidarietà. C’è veramente molto, da questo punto di vista, ed è incredibile vedere come, con pochissime risorse, le Ong lavorano per provocare cambiamenti positivi per la popolazione. Questa, per quanto mi riguarda, è la forma migliore per visitare le favelas di Rio.

Insomma, ci sono molte ragioni per visitare una favela a Rio. Se volete fare quest’esperienza, è bene che la facciate in modo consapevole e con il massimo della sicurezza. Ne parlerò meglio tra qualche giorno ma intanto posso suggerirvi la visita organizzata da Thiago, giovane guida, nato e cresciuto nella famosa favela di Santa Marta. È un’ottima esperienza ed è prenotabile online.

Nei prossimi due articoli di questo approfondimento, parlerò del perché non visitare una favela e di come visitarne una.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

2 commenti

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  • Molto interessanti e reali i tuoi commenti su Rio, città che conosco. Tra un po’ ci torno, vorrei che parlassi anche del profondo classismo della parte cosiddetta nobile di Rio…

    • Ciao e grazie mille per l’apprezzamento. La questione delle disparità e della disuguaglianza socio-economica in Brasile è un tema enorme. Qui sul blog lo approfondiamo, nel nostro piccolo, dando visibilità e parlando spesso del tema delle favelas, della loro cultura e importanza nell’ultimo secolo di storia carioca. Restiamo pur sempre un blog che si occupa più di viaggi 🙂

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