“Herdeiros”: quando il samba è un’opportunità di vita.

Di cultura si vive: il samba è un’opportunità per i giovani di Rio de Janeiro e questa storia che ho vissuto personalmente parla chiaro.

Tempo fa qualcuno dichiarò che di cultura non si vive. La storia che vi racconto oggi dimostra l’esatto contrario.

È un episodio che ho avuto il piacere di vivere a Rio de Janeiro e dà la misura di quanto cultura, arte e musica possano essere fonte di vita e motore di sviluppo.

La storia ha inizio nel 2004 (ma non spaventatevi: cercherò di essere breve). Allora ero uno studente di sociologia a Rio de Janeiro per la sua tesi di laurea sulle favelas carioca. Ebbi il piacere di conoscere a fondo molti progetti di solidarietà nelle aree più povere di Rio de Janeiro e uno di questi, nella favela di Vigário Geral (al confine tra Rio de Janeiro e i municipi della Baixada Fluminense e scenario pochi anni prima di una strage nata della guerra tra gruppi paramilitari e trafficanti di droga), era frutto del lavoro di un’organizzazione simbolo a Rio, il Grupo Cultural AfroReggae, che in questi anni è cresciuta molto favorendo l’inclusione sociale di molti giovani a rischio, togliendoli dalla strada ed evitandone l’ingresso nella criminalità.

Vigário geral

Vigário geral

Un pomeriggio del 2004 a Vigário Geral

AfroReggae ha sempre favorito il riscatto e la cittadinanza attiva dei giovani delle favelas grazie all’arte, alla musica, al teatro e alla danza. Uno dei nuclei culturali già attivi allora era il gruppo Afro Samba, formato da giovani di varie comunità che provavano i loro pezzi di samba in una piccola sala nel cuore di Vigário Geral. Ricordo con grande piacere un pomeriggio trascorso ad assistere alle prove insieme al mio caro amico Ecio Salles, all’epoca uno dei responsabili di AfroReggae e coordinatore del progetto Afro Samba. Ecio è autore di uno dei brani di samba più belli che mi sia mai capitato di ascoltare e che vi consiglio: si chiama “Herdeiros” (che in portoghese vuol dire “Eredi”) e allora era suonato dai ragazzi del progetto Afro Samba.

La giornata si concluse, come era prevedibile, tra molte birre in una roda de samba tra amici in qualche angolo sperduto della zona ovest di Rio.

Un samba che arriva dritto al cuore

Tempo dopo scovai “Herdeiros”, che non è mai stato pubblicato su disco, sul sito web collaborativo Overmundo (piattaforma che promuove la cultura popolare del Brasile). Il brano non è mai uscito dalla playlist delle canzoni da me più ascoltate.

“Herdeiros” arriva dritto al cuore. Parla di radici culturali, di famiglia, di diritti negati, di schiavi tra senzalas e quilombos. A cantare sono gli eredi di questa memoria così importante. Eredi che oggi vivono nelle favelas di Rio e che sono portatori di una cultura popolare immensa di cui il samba non è che una parte. Eredi che sono i tanti giovani coinvolti nei progetti del gruppo AfroReggae e sui quali questa organizzazione ha deciso di puntare per creare sviluppo. Quegli eredi che ancora oggi, nel Brasile dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi, partono in svantaggio e ai quali la cultura può dare un’opportunità di vita.

Ragazzi di AfroReggae

Ragazzi di AfroReggae

Non sono parole. Sono fatti. I dati di AfroReggae e quelli delle tante altre organizzazioni che in Brasile fanno della cultura il loro principale strumento di lavoro in progetti di recupero e inclusione sociale lo possono testimoniare. Preferisco, però, citarvi l’episodio con cui si conclude questa mia storia perché oltre ad avermi emozionato personalmente (più di qualsiasi statistica) è assai emblematico.

Qualche anno dopo al Sacrilégio, Lapa

Era una sera del 2012, otto anni dopo l’inizio del mio racconto. Mi trovavo insieme a mio fratello al Café Cultural Sacrilégio, una bella casa de samba nel cuore della Lapa a Rio (quartiere risorto negli ultimi anni proprio grazie alla cultura). La scena è questa: corpi danzanti in pista; tavolini a esporre bottiglie di Bohemia e bicchieri di caipirinha avvolti da tovaglioli di carta; atmosfera resa magica dal samba suonato dal vivo da una banda di giovani.

Proprio mentre la serata era nel vivo, il cantante e leader del gruppo, che aveva un non so che di conosciuto nello sguardo, inizia ad intonare delle note familiari al cavaquinho. Cattura la mia attenzione, insinua un dubbio, che diviene prima presentimento quindi speranza. Solo quando comincia a cantare esplode l’emozione e arrivano le certezze che mi spingono a formulare ipotesi. La canzone era proprio “Herdeiros”: non c’era dubbio. E visto che non era stata mai pubblicata ed era quindi sconosciuta, chi cantava doveva essere con tutta probabilità uno dei giovani da me conosciuti a Vigário Geral diversi anni prima. Tutte queste considerazioni mentre le persone continuavano a danzare e a sorseggiare la loro cervejinha. Unico nel locale, oltre al cantante che mi guarda stupito, mi trovo a cantare, la mia caipirinha tra le dita.

Herdeiros al Sacrilégio

“Herdeiros” suonata al Sacrilégio

Alla prima pausa le ipotesi vengono confermate: a cantare era proprio Ricardinho, che nel 2004 imparava il mestiere del sambista grazie ai progetti di AfroReggae in una minuscola sala prove della favela di Vigário Geral. Ad ascoltarlo c’era un ex studente di sociologia che, otto anni dopo, ebbe la conferma che tutto ciò che aveva studiato serviva effettivamente a creare un mondo più giusto.

Di samba, di cultura e di arte si vive. A Rio de Janeiro come in ogni parte del mondo.

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