“Carbonear”: Lenine pianta le mangrovie nella Baia di Guanabara

Con il progetto “Carbonear”, il musicista Lenine neutralizza l’impatto ambientale del suo ultimo disco e del tour, contribuendo anche alla riforestazione di una zona di mangrovie nella Baia di Guanabara.

Pernambucano di nascita, carioca di adozione, oltre ad essere uno dei grandi della musica brasiliana, Lenine è uno scrittore, un attore, un ingegnere chimico e un attivista per la tutela dell’ambiente.

Non è un caso allora che in occasione del tour per il lancio del suo ultimo disco “Carbono”, Lenine abbia avviato un progetto tanto semplice quanto significativo, il progetto “Carbonear”.

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Lenine a lavoro nell’APA Guapimirim (foto dalla pagina Facebook del Progetto Uçá).

Con una delle azioni di “Carbonear”, Lenine sta contribuendo alla riforestazione di un’ampia zona di mangrovie sulle sponde della Baia di Guanabara, la grande baia su cui si affaccia Rio de Janeiro. Il 4 dicembre scorso, con le mani nel marrone denso della terra, Lenine ha piantato personalmente tanti alberelli. Tutte specie native della mata atlântica, la vegetazione tipica di questa zona del Brasile.

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Lenine nell’APA Guapimirim con il progetto “Carbonear” (foto dalla pagina Facebook del Progetto Uçá).

L’azione è stata realizzata nell’Area di Preservazione Ambientale Guapimirim, in collaborazione con il Progetto Uçá, della Ong Guardiões do Mar e con l’ICMBio (l’Instituto Chico Mendes de Conservação da Biodiversidade è l’ente pubblico brasiliano che si occupa delle aree protette).

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Una giovane mangrovia nell’APA Guapimirim (foto dalla pagina Facebook del Progetto Uçá).

Con il patrocinio della Petrobras, il progetto Uçá ha già riforestato 87.000 metri quadrati di mangrovia e punta a procedere con altri 90.000 metri quadrati.

Oltre che alla sensibilizzazione verso la protezione dell’ambiente e al coinvolgimento dei suoi collaboratori e del pubblico, l’azione punta ad azzerare l’impatto ambientale della produzione del disco e del tour e ha anche ottenuto la certificazione del PRIMA (Projeto de Reflorestamento Integrado da Mata Atlântica).

Azioni come questa contribuiscono alla riscoperta di una microregione ambientale, quella della Baia di Guanabara, che nell’immaginario collettivo è ormai del tutto compromessa, visti gli alti livelli di inquinamento, urbanizzazione e disboscamento.

A tal proposito ecco una dichiarazione di Lenine: “Il mangue (la mangrovia) è il luogo dove la vita e la morte camminano mano nella mano. È dove si crea, dove il marcio genera nuova vita, dove una grande parte della fauna marina viene per deporre le uova e cibarsi. È la culla di tutto ed è fondamentale che le persone capiscano l’importanza di questo habitat, perché si sta esaurendo”.

Chapeu, Lenine! Ah, il disco è meraviglioso!

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