Rio de Janeiro: mangrovie in pericolo

Mangue

Uno studio rileva che negli ultimi anni lo stato di Rio de Janeiro ha perso molte delle sue aree di mangrovia, un ecosistema importante in Brasile. Nella zona di São Gonçalo lotre il 18% di aree del mangue è andato perduto;  nella regione dei laghi oltre il 32%.

L’allerta è lanciata dal ricercatore Gilberto Pessanha Ribeiro, che sta mappando il processo di degrado della costa fluminense nell’ambito di uno studio realizzato dall’Università Federale Fluminense e l’Università Federale di Rio de Janeiro. Lo studio può contare sull’appoggio della FAPERJ (Fundação Carlos Chagas Filho de Amparo à Pesquisa do Estado do Rio de Janeiro).

In questa fase il lavoro dei ricercatori si è concentrato sulla zona nord dello stato di Rio de Janeiro e i primi risultati hanno mostrato che le principali aree di mangrovia ancora esistenti sono concentrate nei pressi delle foci di alcuni fiumi. La mappatura ha reso evidente anche che molti di questi siti sono minacciati dalla forte pressione ediliza e immobiliare e dalla realizzazione di alcune grandi opere industriali ed infrastrutture legate al settore dei trasporti.

In particolare, nel municipio di São João da Barra si sta realizzando un grande complesso portuale, il Complexo Portuário do Açu. Nella stessa zona è anche previsto lo sviluppo di una nuova grande città e si calcola che la popolazione totale passerà dagli attuali 30.000 abitanti a 120.000 abitanti in appena cinque anni. Tutto ciò mette in forte rischio l’equilibrio di un ecosistema assai delicato, che si distingue per la sua biodiversità.

Oltre alla salvaguardia di molte specie animali e vegetali delle mangrovie, a rischio c’è l’intera economia dell’estrattivismo, che permette ha molte famiglie di vivere grazie allo sfruttamento sostenibile delle risorse ambientali del mangue.

Per avere più informazioni sullo studio qui citato vi invitiamo a consultare il sito della FAPERJ.

Fonte: “Estudo realiza mapeamento digital de áreas de mangue no litoral fluminense”, di Vinicius Zepeda, FAPERJ, 2011

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