La statua di Carlos Drummond de Andrade e la violenza sui beni comuni

Spregevole atto vandalico a danno della statua di Carlos Drummond de Andrade sul lungomare di Copacabana.

La scritta recita: “No mar estava escrita uma cidade”. Nel mare era scritta una città.

6 parole e tutto l’amore di uno dei più grandi poeti brasiliani e latinoamericani, Carlos Drummond de Andrade, per Rio de Janeiro.

Amore contraccambiato nel 2002 dalla cidade maravilhosa, quando venne inaugurata la statua che raffigura il poeta posta sul lungomare di Copacabana. Una scultura, opera dell’artista plastico Leo Santana, che stupisce per la sua semplice naturalità e che fa sentire Carlos Drummond de Andrade ancora presente e partecipe della vita pulsante di Rio de Janeiro.

statua-carlos-drummond-andrade-vandali

I danni alla statua di Carlos Drummond de Andrade

Carioca e turisti amano scattare la foto ricordo accanto alla sagoma del poeta mineiro trapiantato a Rio de Janeiro e la statua è uno dei simboli di Copacabana.

Eppure pochi giorni fa il monumento è stato oggetto di un atto di vandalismo assolutamente gratuito (il vandalo ha sfregiato la statua con la vernice).

drummond-de-andrade-copacabana

Statua di Carlos Drummond de Andrade a Copacabana

Per quanto mi riguarda sono convinto che tutto ciò che viene perpetrato a danno dei beni comuni e dei patrimoni culturali e naturali dell’umanità sia un’azione spregevole che, oltre ad essere punita severamente, dovrebbe provocare l’immediata indignazione dei cittadini. Fa male vedere un’opera d’arte così bella, che tra l’altro ritrae una persona che ha dato tanto all’identità culturale di un paese e di una città, trattata in questo modo.

L’autore dell’atto vandalico, un imprenditore del Minas Gerais (lo stato del Brasile dove nacque Carlos Drummond de Andrade) residente a Rio de Janeiro, è stato successivamente identificato e fermato dalle forze dell’ordine.

In Brasile, come in ogni luogo al mondo, i beni comuni sono spesso e purtroppo danneggiati e sfruttati in modo insostenibile. Senza campagne di sensibilizzazione e politiche educative adeguate, se si lasciano dilagare ignoranza e superficialità, episodi come questo possono ripresentarsi.

Cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *