Quartieri carioca

Anil, il quartiere di Rio dal passato color dell’indaco

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Anil: la fazenda di Quitite a fine Ottocento (foto: Georges Leuzinger - Acervo Instituto Moreira Salles).
Anil, quartiere della zona ovest di Rio de Janeiro: tra vecchie fazendas, nuovi condomini e a ridosso della foresta atlantica con le sue meraviglie.

Spesso si dice, quando si parla di periferie delle grandi città: “Qui un tempo era tutto campagna”. La cosa vale anche per Anil, quartiere di Rio de Janeiro della zona ovest.

La cosa in parte è ancora vera, visto che  il quartiere di Anil conserva parte del suo fascino naturale.

Anil si trova nella regione di Jacarepaguá a ridosso della catena montuosa della Tijuca. È un quartiere di classe media e vi vivono circa 25.000 persone. Il quartiere prende il nome dal fiume che scorre nella zona, il Rio Anil. A sua volta, il fiume si chiama così per via delle piante di anil (il nome scientifico è Indigofera tinctoria), arbusto dai fiori color indaco che qui crescevano abbondanti. La qualità di anil della zona erano ritenute di qualità elevata e la pianta veniva sfruttata dal punto di vista economico per ricavare il colorante tanto amato. Trasportato lungo il fiume, il raccolto arrivava fino al porto di Rio de Janeiro, da cui poi salpava verso l’Europa.

Tutto terminò alla fine del Settecento, quando anche qui, come in altre zone di Rio de Janeiro, si diffuse la coltura del caffè. In tutta la regione nacquero fazendas, attorno alle quali si estendevano latifondi immensi: la Fazenda do Quitite, che apparteneva al produttore di caffè Marcos Antonio Deslesdenier e la Fazenda do Engenho D’Água sono le due principali. Cercando sul Web, potete trovare le fotografie di Marc Ferrez e George Leuzinger che, alla fine dell’Ottocento, immortalarono la vita in questi latifondi: vedrete una Rio de Janeiro che non esiste più e potrete osservare gli schiavi che lavorano vestiti di stracci (fate caso, nella foto in alto alla differenza nei vestiti tra i bambini figli degli schiavi e il bambino della famiglia proprietaria).

Passano i decenni, si arriva agli anni Cinquanta del secolo scorso e molte terre della zona vengono lottizzate. Sorgono condomini chiusi, villette e alcune piccole favelas come quella di Araticum o Buraco Quente. Sul terreno dove si trovava la residenza estiva dell’ex presidente della repubblica, João Goulart (ultimo prima della dittatura), ora sorge un condominio.

Se da un lato l’edilizia selvaggia si impossessa delle terre, come dicevo Anil conserva le caratteristiche di un luogo dove la natura è vicina. Le pendici delle montagne della Tijuca sono proprio a ridosso della zona abitata. La foresta è ad un passo e da qui parte un bel sentiero che conduce a un vero e proprio circuito di cascate (Quitite e Lagoa Azul), passando anche per una vecchia casa colonica (la Casa do Bororó) e alcuni punti panoramici.

Non saranno più i tempi dell’indaco, ma ad Anil si respira un’aria abbastanza rilassata e il quartiere possiede i suoi aspetti interessanti.

Come arrivare e cosa fare ad Anil

L’unica ragione per cui recarsi ad Anil, a meno che non abbiate amici o parenti in zona, è quella di percorrere il sentiero per visitare le belle cascate. In zona si trova anche un centro commerciale. Il modo più rapido per arrivare nel quartiere di Anil è utilizzare la Linea 4 della metro, scendendo alla stazione finale di Jardim Oceânico, a Barra da Tijuca. Da qui potrete prendere un taxi o un autobus.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

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