Quartieri carioca

Anchieta, quartiere di frontiera tra Rio e la Baixada

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Per le strade di Anchieta (immagine tratta da Google Street View).
Il quartiere di Anchieta nella zona nord di Rio de Janeiro e porta di ingresso alla città dalla Baixada Fluminense è una terra di frontiera, in bilico tra i problemi del presente e i riferimenti al passato imperiale e indigeno.
S

e qualcuno dovesse mai chiedervi del quartiere di Anchieta a Rio de Janeiro, dubito che ne conosciate l’esistenza.

Anchieta è un quartiere della zona nord di Rio de Janeiro più estrema.

Terra di frontiera, visto che Anchieta si trova al confine con il municipio di Nilópolis (sì, la città della scuola di samba Beija-Flor), è una delle porte di ingresso dalla Baixada Fluminense e sta praticamente a cavallo tra la zona nord e la zona ovest della cidade maravilhosa.

Anchieta: nome e storia del quartiere

Il nome del quartiere è un omaggio al missionario gesuita José de Anchieta, grande figura del Cinquecento brasiliano, evangelizzatore, difensore delle popolazioni indigene e della loro lingua (tanto che scrisse una grammatica della lingua tupi), tra i padri della cultura brasiliana. José de Anchieta è considerato anche uno dei fondatori di Rio de Janeiro e di São Paulo. Un nome importante, quello di questo angolo sperduto di Rio de Janeiro.

In realtà, il quartiere prende il nome dalla stazione ferroviaria inaugurata nel 1896 lungo la linea del treno che ancora oggi transita lungo la linea Japeri della SuperVia. Oggi è una linea molto frequentata dai pendolari del subúrbio carioca e della Baixada Fluminense ma, quando nacque, era uno dei tratti principali della Estrada de Ferro da Central do Brasil, voluta dell’imperatore Dom Pedro II (estimatore di questi luoghi) per collegare i punti nevralgici del cuore del paese. E qui c’era soltanto la terra marrone e verde della canna da zucchero e del caffè, coltivati nell’Engenho Nossa Senhora de Nazaré e nella Fazenda Sapopemba.

Come accaduto in altre zone della città, l’apertura di linee e stazioni ferroviarie è coincisa con l’inizio dell’urbanizzazione. Ad Anchieta ciò è avvenuto più lentamente, vista la distanza dal centro di Rio de Janeiro. Inizialmente qui c’era solo una cappella e solo in seguito si avviò la costruzione di una chiesa vera e propria. Nella seconda decade del Novecento, quando l’area è passata dal territorio municipale di Nova Iguaçu a quello dell’allora capitale, cominciarono le lottizzazioni. Gli antichi terreni vennero suddivisi e, intorno all’attuale Piazza Itanhomi (in quello che prende il nome di Mariópolis ed è ancora il nucleo centrale di Anchieta), si crearono strade dai nomi indigeni. Proprio nel sottosuolo di quest’area pare si trovi, infatti, un antico cimitero indigeno.

Il resto è una storia banale. A partire dagli anni Quaranta la lottizzazione si è intensificata e, nel tempo, sono sorte molte comunità di senza tetto. Negli anni Settanta, Anchieta venne diviso in due parti e nacque il quartiere di Parque Anchieta. Oggi il quartiere di Anchieta è una distesa di casette spesso molto povere e raccolte in favelas dai nomi fantasiosi: Parque Esperança, Complexo do Chapadão, Parque Tiradentes, Javali e tante altre. Alcune di queste comunità si affacciano sulle sponde del Rio Pavuna. Quotidiani e telegiornali raccontano spesso di una zona preda delle organizzazioni del narcotraffico, dove gli indici di violenza sono cresciuti in seguito alla pacificazione delle favelas della zona sud o delle favelas più centrali. Una sorta di “esportazione in periferia della criminalità”.

Come arrivare e cosa fare ad Anchieta

Per arrivare ad Anchieta con il trasporto pubblico potete utilizzare la linea ferroviaria Japeri della SuperVia, che parte dalla stazione Central (raggiungibile con la metropolitana). A meno che non dobbiate recarvi specificamente da queste parti, non ci sono motivi particolari per visitare il quartiere di Anchieta.

Una curiosità del luogo è la Praça Granito, la più grande piazza del subúrbio di Rio de Janeiro, dove si trovano negozi, bar, giochi per i bambini e uno skatepark.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

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