Note carioca

Vide Gal, c’era una volta a Rio de Janeiro

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"Vide Gal" - Carlinhos Brown (1996).

[highlight style=”smoke”]”Vide Gal” di Carlinhos Brown è un brano emozionante registrato nel 1996 da Daniela Mercury e rinato nel 2008 grazie a Marisa Monte e al film “Era uma Vez”.[/highlight]

[dropcap style=”circle”]C[/dropcap]’era una volta uno dei più grandi musicisti che Bahia abbia mai sfornato, un personaggio generoso con la sua città, che è un’opera d’arte, e con tanti artisti che di quell’opera sono artefici e a cui scrive molti pezzi.

C’era una volta un’altra città, la nostra Rio de Janeiro, condensato di tutte le forme di cultura e bellezza del Brasile ma anche simbolo di tante disuguaglianze.

C’era una volta un film, “Era uma vez” appunto, che della cidade maravilhosa ha raccontato uno spaccato di vita che ne racchiude le tante contraddizioni.

Un artista, due città con i loro musicisti, un film. Questo racconto parla di una canzone che tanti di voi avranno fischiettato senza conoscerne bene la storia. Il brano si chiama “Vide Gal”, richiamando il nome della favela di Vidigal, quella più al centro dell’attenzione di Rio per la posizione a picco sul mare dopo la spiaggia di Leblon.

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“Vide Gal” – Carlinhos Brown (1996).

Lo avrete sentito cantare da grandi interpreti della musica brasiliana e in effetti compare per la prima volta nell’album “Feijão com arroz” di Daniela Mercury. La firma però era quella del grande artista cui abbiamo dedicato l’apertura di questo racconto: quella di Antônio Carlos Santos de Freitas meglio conosciuto come Carlinhos Brown. Tra i tantissimi pezzi composti da Carlinhos c’è anche questa perla, che se nell’album della Mercury, datato 1996, ha la forma di un samba partido alto con evidenti influenze di axé, assume nuova veste e nuova vita quando, nel 2008, viene inserito nella colonna sonora di “Era uma vez”.

“Era uma vez” è un film di Breno Silveira (che qualche anno dopo realizzerà un gioiello del cinema brasiliano: “Gonzaga –  De pai pra filho”). La storia, ambientata a Rio de Janeiro, è quella di un amore forse impossibile tra Dé, giovane della favela di Cantagalo, e Nina, una patricinha, una ragazza di buona famiglia che vive nella Vieira Souto, il lungomare di Ipanema. Il futuro di entrambi sembra essere già scritto, eppure i due si incontrano, si amano e cercano di modificarlo totalmente a dispetto di molti che non gli danno troppo credito. È un amore sofferto, quello di Nina e Dé, come spesso accade quando due mondi diversi si incontrano e si scontrano.

Vide Gal - Carlinhos Brown
“Vide Gal”: racconto per immagini.

Guardatelo questo film. Alcuni critici hanno scritto che per quanto molto scorrevole “Era uma vez” contiene dei classici cliché. Eppure dietro ai cliché si possono nascondere dei dati di fatto e la vicenda narrata dal film non fa altro che mostrare quanto una delle città più belle del mondo sia divisa, partida e abitata da persone che, pur trovandosi a pochi metri di distanza, vivono in mondi del tutto diversi: il morro e l’asfalto. Mondi che molti vorrebbero incompatibili ma che sono in realtà due facce della stessa medaglia e che, se solo si conoscessero meglio, potrebbero apprezzarsi di più.

La canzone che sintetizza croce e delizia di questa storia d’amore e chissà di quante altre nate a Rio de Janeiro, è “Vide Gal”, con cui si apre “Era uma vez”. L’autore, come dicevamo, è Carlinhos Brown ma è stata Marisa Monte a proporre a Berna Ceppas, responsabile della colonna sonora, di inserire il brano nella trilha sonora del film.

Carlinhos Brown è baiano ma “Vide Gal” sembra cogliere in modo impareggiabile non solo l’essenza del film ma anche e soprattutto l’essenza stessa della città di Rio de Janeiro.

“Rio, rio, rio,
Rio pra não chorar.
Pra quem não sabe sou rio
A cantar”.

Rio pra não chorar, ritornello di “Vide Gal”, ha nel suo significato una doppia valenza. Rio, infatti, non è solo la città ma anche la prima persona singolare del verbo “ridere”. Così, l’espressione “rido per non piangere” riassume in poche parole due storie, quella dei due giovani e quella della cidade maravilhosa e delle sue contraddizioni.

Rio de Janeiro è la città di Urca, Flamengo e Botafogo e la città che dà riparo alla grande Rocinha. È la città sempre pronta ad abbracciarti grazie al Cristo che, dall’alto, protegge ogni suo abitante, primi fra tutti quelli che vivono ai suoi piedi e che, aprendo la finestra da una baracca del Morro Dona Marta, possono ammirare la bellezza della città, sognare e superare il dolore.

“Sou do Flamengo
sou ali em Botafogo
sou da casquinha do ovo
e essas flores
na Rocinha vou plantar.
Quem olha minha barraca
no morro de Santa Marta
quer morar”.

A dare nuova vita ad un brano che arriva da lontano e rinasce con il film “Era uma vez”, vengono convocati Martinho da Vila e sua figlia Mart’nália. Nelle loro corde e con le loro voci Vide Gal si impregna dell’anima carioca, piegandosi al batuque di un samba intimo ed emozionante. E in una città di contrasti e divisioni, il samba è uno dei ponti capaci di unire mondi lontani solo perché li si vuole tali.

Il protagonista di “Era uma vez”, Thiago Martins, nasce come attore grazie al gruppo Nós do Morro, associazione culturale senza fini di lucro che da 28 anni realizza corsi di cinema e teatro, portando l’arte nella favela di Vidigal. Durante i titoli di coda del film Thiago dice: “Se le persone guardassero tra loro con più attenzione, penso che sarebbe diverso”.

“Escolados pelo sol
Rio e morro de amar”.

Vide Gal (Martinho da Vila e Mart’nalia)

Vide Gal (Marisa Monte e Carlinhos Brown)

Vide Gal (Daniela Mercury)

[box style=”info”]Racconto scritto a 4 mani da Pietro Scaramuzzo e Simone Apollo per la rubrica Note Carioca.[/box]
Vide Gal, c’era una volta a Rio de Janeiro ultima modifica: 2015-03-30T13:50:38+00:00 da Pietro Scaramuzzo

Pietro Scaramuzzo

Tra i più autorevoli esperti di musica brasiliana in Italia. È il fondatore di Na Boca do Povo, progetto culturale per la diffusione della musica e della cultura brasiliana.

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