Note carioca

Tom Jobim e la saudade tra Soho e la Gamboa

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"Samba do Soho", Tom Jobim: racconto per immagini.
Samba do Soho, canzone di Tom Jobim tra le meno conosciute, porta con sé l'essenza della saudade che il grande maestro brasiliano provava per Rio de Janeiro quando si trovava a New York.
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on sarà tra le canzoni più famose di Tom Jobim eppure “Samba do Soho” evoca immagini suggestive al ritmo di uno swing vibrante che fa da sfondo ad una melodia fin troppo solare, per essere ambientata nella Grande Mela.

Il rapporto tra Jobim e New York è stretto. È la città che lo ha portato alla ribalta mondiale, dove l’immenso Tom ha portato avanti collaborazioni incredibili, dove aveva scelto di acquistare una casa e che lo ha abbracciato all’ora dell’addio.

Tra le cose rimaste a testimoniare il Jobim newyorchese c’è questo samba dedicato a Soho e pubblicato nel 1987 con l’album “Passarim”, penultimo dell’artista carioca. Ascoltandolo con attenzione, viene da dire che più che un omaggio al quartiere di Manhattan, la canzone è una dedica a quella Rio de Janeiro lontana migliaia di chilometri ma così viva nel cuore del musicista brasiliano.

Le strade di Soho fanno tornare alla mente i bassifondi di Rio de Janeiro, quella Gamboa che, paradossalmente, sta vivendo in questi ultimi anni lo stesso destino di gentrification per cui è passato Soho. Quello che da un passato fatto di zone portuali e magazzini abbandonati, porta all’arrivo degli artisti e degli investimenti immobiliari. Quello che trasforma magazzini in disuso in loft prestigiosi e porta con sé la mutazione genetica dei luoghi e delle persone che li vivono.

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“Passarim”, album di Antônio Carlos Jobim del 1987.

“Quando ando pelo Soho
eu me lembro da Gamboa
ai, ai, ai que coisa louca
ah meu deus que coisa boa”.

Sembra di vederlo, Tom Jobim: il sorriso tra il bonario e l’ironico, a piedi tra Broome Street e Canal Street. Una camminata che si porta appresso sogni e malinconie. Inseparabili, entrambi figli della distanza dalla città natia, quella Rio de Janeiro generatrice di saudade come nessun altro posto al mondo.

“Morar em Nova York é bom, mas é uma merda. Morar no Rio é uma merda, mas é bom!”. La frase è attribuita proprio a Tom Jobim. Tuttavia, ascoltando “Samba do Soho”, non ci sono dubbi: la bilancia pende decisamente a favore della cidade maravilhosa.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

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