Il surfista solitario, leggero e spirituale di Rio: Jorge e Gabriel

“Surfista solitário ” è una canzone dalla grande energia vitale: il surf come stile di vita e metafora di un’esistenza da vivere con leggerezza e spiritualità.

Quando Jorge Ben Jor  scrisse “Solitário Surfista” nel 1980, il brano non riscosse il successo che meritava. In realtà, l’intero album “Alô, Alô, Como Vai?” fu sottovalutato da critica e pubblico. Tra l’altro, l’anno seguente la discografia di Jorge Ben Jor si arrocchi di un nuovo titolo “Bem-Vinda Amizade” ben più apprezzato anche grazie a brani di successo come “Santa Clara clareou” o “Todo dia era dia de índio” e la nostra “Solitário Surfista” fu quasi dimenticata.

Trent’anni dopo, una nuova generazione di artisti si affacciava sul mercato brasiliano proponendo un nuovo modo di fare musica. Gli ultimi anni, in Brasile, sono quelli del funk e del rap. A São Paulo gira il nome di un certo Mc Criolo. A Rio de Janeiro c’è Gabriel Contino, da tutti conosciuto come Gabriel o Pensador, probabilmente per il fatto che l’artista carioca non si limita solo a rappare, ma scrive, compone, produce, è attivista sociale e surfista. Gabriel è un artista completo.

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Surfista solitário – Gabriel o Pensador (con Jorge Ben Jor, 2012).

Ama surfare, Gabriel, l’abbiamo detto, eppure non conosce quella che tra i surfisti è diventato un inno. È un amico che un giorno gli fa ascoltare il Solitário Surfista di Jorge Ben Jor. Probabilmente, già in quel momento nasce l’idea di ridare lustro ad un brano così effervescente. Idea che si concretizza però durante un viaggio tra Portogallo e Indonesia. All’inizio Gabriel pensava di usare solo il refrain del brano ma il brano è così bello, così rappresentativo del mondo del surf che O Pensador decise di inciderlo per intero.

Ma non lo incide da solo. Invita lo stesso autore che, tra l’altro, partecipa anche alle riprese del videoclip.

Nella versione di Gabriel o Pensador (pubblicata nel 2012) il pezzo diventa “Surfista solitário” e le parti rappate si alternano alle strofe originali del brano, come se alla poesia si affiancasse la parafrasi. Nel brano c’è tutto, il mare “vasto e profondo” che aiuta a non perdersi.

“Olhei pro mar, pra não me perder de vista”.

C’è il surf, così presente a Rio de Janeiro, dove in autobus accanto al signore incravattato è comune vedere il surfista dal petto nudo e con la tavola sotto al braccio. C’è poi la sirena ammaliatrice.

Surfista Solitário

Surfista Solitário – racconto per immagini

C’è tutta la spiritualità tipica di Jorge Ben Jor insieme al rap fluido di Gabriel. E poi ci sono le immagini di Rio de Janeiro, della Rio del surf: l’Arpoador, il Morro Dois Irmãos, Recreio dos Bandeirantes fino alle spiagge di Grumari e Prainha dove il duo si reca a bordo di un’auto di quelle di una volta, carica di tavole. C’è tutta la forza dell’Oceano Atlantico, che con le sue onde accarezza Rio e sulle cui onde non è necessario navigare ma surfare andando da una parte all’altra e senza un cammino prestabilito.

“Mar doce lar, vasto e profundo, mais vasto é o meu coração
Que não cabe nesse mundo e precisa transbordar
Navegar não é preciso, é preciso surfar
Nada parado, tudo em movimento”.

Il videoclip di “Surfista solitário è bello almeno quanto il brano. Ha il profumo dell’estate e a guardarlo vien voglia di tuffarsi nell’oceano della vita.

Salve Jorge, salve Gabriel!

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