A Rio si balla il funk con 40°C

Rio 40° di Fernanda Abreu. Pezzo storico del funk carioca e inno di una Rio de Janeiro che con gli anni Novanta vuole andare oltre la bossa nova.

A Rio de Janeiro fa caldo. Spesso si toccano i 40 gradi eppure la gente balla. La sera, quando l’aria è più fresca e le vie della cidade maravilhosa brulicano di gente, si balla.

Dicono che i passi siano quelli del samba. Altri invece sostengono che lá nel morro la notte si illumina di funk. Probabilmente né gli uni, né gli altri hanno ragione. O, forse, hanno ragione tutti. A Rio de Janeiro ci sono il samba e il funk carioca.

Nel 1992 la voce del funk carioca è quella di Fernanda Abreu che scalda le notti di Rio de Janeiro con quella che sarà riconosciuta come la sua canzone più celebre: Rio 40 Graus. Il titolo è un chiaro riferimento al film, del ’55, di Nelson Pereira dos Santos oltre ad essere chiaramente evocativo delle temperature registrate nella città di Ipanema e Copacabana durante l’estate.

Rio 40 Graus Fernanda Abreu

Rio 40 Graus – Fernanda Abreu (1992)

Eppure i quaranta gradi sono anche quelli prodotti dalla convulsa ricerca di un equilibrio difficile da trovare e da mantenere. Rio de Janeiro è una città che suda, che fatica. È la città delle meraviglie naturali, ma anche quella della violenza, delle favelas, del traffico di droga. È purgatorio di bellezza – quella che tutto il mondo conosce – e di caos, di lotta tra il potere politico, quello dei trafficanti e quello medio borghese della tv.

Rio 40 Graus è, tutto sommato, la traduzione dello spirito di una Rio de Janeiro moderna che si discosta, per certi versi, da quella cantata dalla bossa nova. Il brano fu inserito nella tracklist del disco Sla 2 be sample e, ancora oggi, non solo viene ricordato come il più importante brano di Fernanda Abreu, ma anche come il nuovo inno della città, dopo Cidade Maravilhosa.

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