Note carioca

O Rappa e quell’uomo giallo dall’olio su tela alle favelas

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"Homem amarelo": racconto per immagini.
"Homem amarelo" è un pezzo emblematico di O Rappa, tra i gruppi più rappresentativi della musica brasiliana, tra rock, samba, rap e protesta sociale.
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siste un quadro, appeso a qualche muro di una delle stanze dell’Instituto de Estudos Brasileiros da USP. Sulla tela si staglia un uomo, con uno sguardo contrito e la pelle giallastra. Un uomo giallo. L’autrice si chiama Anita Malfatti e il quadro, in bilico tra modernismo e cubismo, è tra i più significativi della Settimana dell’Arte Moderna del 1922 di São Paulo. L’acquirente fu Mário de Andrade, incredibile poeta e intellettuale.

Per molti il quadro dell’uomo giallo fu per il Brasile il frutto e allo stesso tempo il seme di una rivoluzione artistica e culturale avvenuta circa un secolo fa. La figura, secondo alcune interpretazioni, è quella di un uomo emigrato dall’Italia. Un uomo qualsiasi tra centinaia di migliaia di persone che a cavallo tra Ottocento e Novecento, partirono in cerca di fortuna e di una vita migliore alla volta del Brasile.

Tuttavia, ciò che più conta in quest’olio su tela è il colore: se ci fate caso, la pelle dell’uomo tratteggiato dalla Malfatti non ha un colore ben definito. Sarebbe giallo, stando al nome dell’opera, ma è anche un po’ scuro, quasi mulatto e allo stesso tempo bianco e dalle tinte più indigene. Un uomo che ne racchiude tanti altri. Una storia che potrebbe essere quella di tanti altri individui.

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“Homem amarelo” – O Rappa (1999).

Homem amarelo: o Rappa

In tempi più recenti, un altro homem amarelo si fa spazio nello scenario artistico brasiliano. Stavolta il linguaggio è quello della musica e la tela è la Rio de Janeiro delle favelas e del subúrbio. La metafora è la stessa e a tenere in mano il microfono, come un pennello, è Marcelo Falcão Custódio, voce e anima della banda brasiliana O Rappa.

Il gruppo è tra i migliori del panorama rock e rap brasiliano. Capace di vendere milioni di copie per il mondo senza rinunciare alla propria indipendenza e ai suoi testi di lotta e protesta sociale. Vi capiterà spesso, girando per il Brasile, di ascoltare nei bar, in spiaggia o dentro ad un negozio una delle tante canzoni di O Rappa.

“Homem amarelo”, quella che parla dell’uomo giallo, non è certo la più famosa ma l’abbiamo scelta perché rappresentativa del gruppo e di un disagio legato al colore della pelle che si avverte ancora forte in Brasile (e non solo). Spesso tale disagio coincide con quello dei tanti che vivono nelle favelas brasiliane.

Con “Homem amarelo”, lanciata nel 1999 con l’album “Lado B Lado A”, O Rappa esige una rivoluzione o, almeno, lancia l’idea di una presa di coscienza collettiva e l’affida, con forza, ad un riff di chitarra distorta. La rabbia è incisa sulle corde vocali. Il ritmo è nelle battute dei tamburi e la potenza nella scansione delle parole cantate.

“Homem amarelo” è un inno alla mistura e alle culture che si mescolano per dare nuovi frutti. C’è il biondo, malandro che non ti aspetti là sul morro, a Santa Marta. L’hip hop risuona tra i vicoli della favela insieme al samba, mentre più in basso, alla Central do Brasil, la salsa cubana rimbomba, le lingue si incontrano e agli angoli delle strade le periferie si confrontano.

“O Homem Amarelo do Samba do Morro
do Hip Hop do Santa Marta.
Agarraram um louro na descida da ladeira,
malandro da baixada em terra estrangeira”.

È il ritratto di una Rio de Janeiro dove, invece di dividere, l’eterogeneità livella. Perché, O Rappa insegna, la diversità è risorsa e non difetto. È la grande risorsa del Brasile, la diversità culturale che si manifesta nella sua moltitudine di suoni e colori.

Questo è quello che porta con sé o homem amarelo di O Rappa, che, con una frase di quattro parole con cui sfuma la canzone, sembra quasi rilanciare il messaggio  di un quadro di inizio Novecento: “Cor da pele…”. La risposta è nella canzone: ascoltatela!

Racconto scritto a quattro mani da Pietro Scaramuzzo e Simone Apollo per la rubrica Note Carioca.

Pietro Scaramuzzo

Tra i più autorevoli esperti di musica brasiliana in Italia. È il fondatore di Na Boca do Povo, progetto culturale per la diffusione della musica e della cultura brasiliana.

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