Cartola e il sole che nasce in 30 minuti per l’eternità

“O sol nascerá”, di Cartola, è uno dei capolavori del samba e della musica brasiliana: il racconto della sua nascita.

Un buon sambista lo si riconosce dalla capacità di subodorare il samba perfetto e metterlo in musica. Oppure per la sua tipica macchia iperpigmentata proprio lì, sul naso.

Angenor de Oliveira o, meglio, Cartola da Mangueira lo si riconosce per entrambe le caratteristiche: una straordinaria capacità compositiva e per un naso scuro, marchio di fabbrica di quello che è considerato tra i più grandi autori di samba e musica popolare brasiliana.

Dopo una prima fase artistica in cui, tra le altre cose, Cartola contribuì alla fondazione della scuola di samba della Mangueira e dopo una lunga e complicata parentesi in cui si persero del tutto le sue tracce al punto che alcuni lo credevano disperso, Cartola ricomparse e tornò tra i protagisti del samba.

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“O sol nascerá” – Cartola (1961)

Sono i primi anni Sessanta e al centro di Rio de Janeiro c’è un bar. È un locale innovativo per quei tempi, in cui non era comune abbinare sotto lo stesso tetto comida, musica e cultura. Frequentato da personaggi importanti della scena artistica carioca di quel periodo, lo Zicartola (questo il nome del bar) è un punto di riferimento per il samba. Possiamo considerarlo l’antenato delle moderne casas de samba che oggi riempiono la Lapa.

Tra quei tavoli si vedono i volti di Zé Keti, Nelson Cavaquinho, Elizeth Cardoso, Tom Jobim, Ismael Silva, Nara Leão, Dorival Caymmi, Carlinhos Lyra e Ciro Monteiro. In quel bar si concretizza il fermento musicale di Rio de Janeiro, una Rio in piena fase creativa, dove i protagonisti della bossa nova tornavano ad incontrarsi con i rappresentanti del fenomeno musicale della Rio più popolare: il samba per l’appunto.

Le ricercate novità stilistiche della bossa nova a tavolino con le emozioni boemie dei sambisti cresciuti nei morros, le favelas. Poeti provenienti da mondi diversi, uno considerato il futuro e l’altro visto da alcuni come una tradizione quasi superata, seduti insieme a bere birra e a scrivere insieme la storia musicale di Rio de Janeiro e del Brasile.

C’è anche quel naso nero, nel bar. Cartola, dopotutto, ne è il proprietario insieme alla moglie Zica, una cuoca da far innamorare i critici culinari più esigenti. Proprio dall’unione dei nomi dei due proprietari deriva la parola Zicartola, nome del locale e simbolo di un grande amore.

Qui sono nati classici del samba. Qui, per esempio, inizia a cantare Paulinho da Viola, tra i più grandi sambisti viventi.

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“O sol nascerá”: racconto per immagini.

Facciamo un passo indietro, però. L’idea di riunire i grandi musicisti di Rio de Janeiro era sempre nella testa di Cartola e proprio grazie a questo spirito di condivisione vide la luce una delle più belle canzoni mai composte in Brasile. Proprio Cartola ne è l’autore.

Siamo nel 1961, un paio di anni prima che aprisse lo Zicartola. Come ogni sera, in Rua dos Andrades riuniti a casa del grande sambista della Mangueira, un nutrito gruppo di sambisti cantava e suonava. Ad un certo punto irrompe l’amico Renato Agostini, al quale Cartola e Élton Antônio Medeiros presentano una loro nuova composizione dal titolo “Castelo de pedrarias”.

In quell’ambiente instancabilmente goliardico e boemio, Renato Agostini sfida la coppia: i grandi sambisti devono saper comporre un samba in mezz’ora. Detto, fatto. Cartola raccoglie la sfida e in pochi minuti, davanti a lui e con la complicità di Élton compone “O sol nascerá”.

“A sorrir
eu pretendo levar a vida.
Pois chorando
eu vi a mocidade
perdida”.

Se c’è una cosa che contraddistingue Cartola dagli altri sambisti, l’ho detto, è il suo rapporto con la composizione. Ispirato come pochi, Cartola ha sempre costruito grandi opere con estrema facilità. Con “O sol nascerá” non si smentì è diede forma e sostanza a una canzone destinata a diventare uno dei brani immortali della musica brasiliana. A dire la verità, il titolo originale era “O Sol Voltará” e solo due anni dopo, quando Nara Leão inserì il pezzo nel suo album d’esordio, questo classico del samba si diffuse con il nome che noi oggi conosciamo.

La canzone consacrò Cartola tra i giganti del samba e rese famoso Élton come compositore. Il bar Zicartola, sbocco naturale del clima in cui venne scritta “O sol nascerá”, chiuse i battenti poco tempo dopo, nel 1965, per problemi amministrativi.

Nel 1980 Cartola, malato da tempo, muore. Tre giorni prima Carlos Drummond de Andrade gli dedica uno scritto che emoziona a leggerlo. Fino alla fine, tuttavia, non smetterà mai di levar a vida a sorrir e ancora oggi molti di voi, immagino, fischiettaranno il motivo di “O sol nascerá” o avranno provato a ricamarci sopra due passi di samba.

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