Esperienze carioca

Salire nella favela di Santa Marta con il plano inclinado

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Statua di Michael Jackson nella favela di Santa Marta.
[highlight style=”smoke”]Prendere il plano inclinado della favela Santa Marta, a Rio de Janeiro, e arrivare alla statua di Michael Jackson è un’esperienza assolutamente indimenticabile.[/highlight] [dropcap style=”circle”]Q[/dropcap]uando qualche mese fa ho proposto alla coppia di amici italiani che viaggiavano con me di visitare la favela di Santa Marta, la loro reazione fu condita da tre ingredienti.

Il primo: interesse verso una realtà diversa dal solito. Il secondo: paura di addentrarsi in una zona pericolosa. Il terzo: timore di danneggiare in qualche modo la sensibilità degli abitanti di una zona disagiata.

Le mie rassicurazioni furono convincenti: Santa Marta è una delle favelas più sicure di Rio de Janeiro, offre una vista bellissima sulla città e i suoi abitanti, abituati a ricevere visitatori provenienti da altri luoghi, non possono che sentirsi orgogliosi di risiedere in una zona che attrae turisti. Certo, li avvertii, come ogni situazione in cui ci si accosta a persone che vivono in condizioni di difficoltà, occorrono rispetto, umiltà e una grande empatia.

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Vista dalla favela di Santa Marta a Rio de Janeiro.

Visitare la favela di Santa Marta a Rio de Janeiro è un’esperienza carioca facile da realizzare e dai grandi significati. L’atto di avvicinarsi a chi è altro, rispetto al nostro mondo, porta sempre, se fatto in modo corretto, ad una crescita. La cosa vale per entrambi i lati. E, per dirla tutta, se vogliamo smetterla di parlare di “lati” occorre sempre più che mondi finora troppo distanti e separati inizino a convivere e a conoscersi veramente.

Arrivare alla favela è semplice. In autobus o taxi, scendete nella Rua São Clemente all’altezza del numero civico 307, fate un pezzo a piedi di circa 200 metri e vi troverete all’ingresso della favela.

Gli spunti di interesse sono molti. Dal 2008 Santa Marta è una favela pacificata e sono lontani i tempi delle guerriglie narrate dal giornalista Caco Barcellos nel suo libro “Abusado”. Nello stesso anno, venne inaugurato il plano inclinado, una funivia che collega il quartiere di Botafogo e la parte bassa della favela con la regione più in alto della comunità. Il plano inclinado fa capolinea proprio alla sede della UPP l’unità della polícia pacificadora.

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Il plano inclinado di Santa Marta: ingresso della funivia

Prendere il plano inclinado di Santa Marta è una bella esperienza. Quando ci siamo saliti noi, la cabina era piena di abitanti della favela (soprattutto anziani e ragazzini al ritorno dalla scuola) e visitatori.

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Plano inclinado di Santa Marta: vettura in discesa.
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Il plano inclinado di Santa Marta.

Noi tre eravamo gli unici non brasiliani ma a salire insieme a noi c’era un nutrito gruppo di giovani, che stavano organizzando un evento di formazione professionale a favore della popolazione.

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A bordo del plano inclinado di Santa Marta.
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Statua di Michael Jackson nella favela di Santa Marta.

Altra curiosità è che nel 1996 Michael Jackson girò tra le casupole della favela di Santa Marta il video della sua canzone “They don’t care about us”.

Fu un evento. Ancora oggi chi vive qui ricorda quel giorno con orgoglio.

Salendo con il plano inclinado, chiedete ai passeggeri: “Onde é que fica a praça do Michael Jackson”. Saranno molto felici di indicarvi la strada che, all’uscita della seconda stazione della funivia e dopo un centinaio di metri da percorrere lungo un vicoletto, vi porterà in una piazza panoramica dove a farla da padrone (oltre alla splendida vista su Rio de Janeiro) è una statua dedicata allo scomparso cantante statunitense.

Credetemi: l’impatto è curioso e vi sorprenderà senz’altro. È come un incontro del tutto inaspettato con una persona conosciuta tanto tempo fa. Il luogo, fino a quel momento estraneo, diventa improvvisamente familiare e vi darà la sensazione di avere qualcosa in comune con l’ambiente che vi circonda

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Statua di Michael Jackson nella favela di Santa Marta.

Nella piazzetta, approfittate per fare qualche acquisto: oltre a portare con voi un ricordo materiale della visita a Santa Marta, aiuterete l’economia della favela. I negozietti sono tutti molto carini, tra l’altro.

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Negozio di souvenir nella favela di Santa Marta.

Per tornare indietro, le possibilità sono due. La prima è quella di scendere con la funivia ripetendo lo stesso tragitto. La seconda è quella di tornare a piedi fino alla fermata del plano inclinado e da qui avventurarsi a piedi con le scale che passano per i vicoli. Noi ci siamo trovati di fronte a questa scelta e qui, le tre sensazioni di cui parlavo all’inizio del racconto si sono riproposte. Anche in questo caso, però, abbiamo scelto di superare le barriere mentali e siamo scesi a piedi.

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Tra i vicoli della favela di Santa Marta.

È stata la scelta giusta.

Oltre a conoscere meglio il luogo, c’è stato un episodio che mi ha colpito molto e racchiude l’intero senso della nostra visita. Ricordo ancora quell’emozione: potrei definirla di fratellanza o grande ospitalità. E, scrivendo, la sto rivivendo.

Noi tre, giovani, stranieri e soprattutto in discesa (vi assicuro che lì è tutto molto ripido) ci incrociamo con un signore anziano, residente di Santa Marta e in salita con le buste della spesa. Istintivamente ci mettiamo di lato per lasciargli il passo libero. Egli fa altrettanto e ci dice: “Até parece! Vocês estão aqui para conhecer a minha comunidade e são os bem-vindos” (“Ci mancherebbe! Siete qui per conoscere la mia comunità e siete i benvenuti!”). Detto ciò, ci dà la precedenza e noi, ringraziando e sorridendo, continuiamo la nostra discesa: un pezzo del nostro cuore è rimasto a Santa Marta.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

4 commenti

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    • Grazie Manuela, sono felice abbia letto e apprezzato. Visitare le favelas è un’esperienza che andrebbe sempre fatta quando si visita Rio de Janeiro. C’è tanto da imparare 🙂

  • Molto utile questo racconto, settimana prossima sarò a Rio per due settimane e voglio assolutamente visitare Santa Marta da solo senza affidarmi ad alcun tour, salire fin su e scendere a piedi per i vicoletti… Comunque la fermata del piano inclinado dovrebbe essere la terza quella che conduce alla piazzetta di MJ.

    • Sì, quella a Santa Marta è una visita molto interessante e dall’alto si gode anche di un panorama molto bello. Grazie per il tuo commento e buon viaggio!

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