Esperienze carioca

Rua Paissandu: a passeggio sotto le palme imperiali

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Scorcio della Rua Paissandu all'angolo con Rua Senador Vergueiro (foto: M. Ostrowski, lettore del blog).

[highlight style=”smoke”]Rua Paissandu è una strada di Rio de Janeiro lunga, stretta e con palme altissime: passeggiare qui è una piccola grande esperienza carioca.[/highlight]

[dropcap style=”circle”]A[/dropcap] Rio de Janeiro c’è una strada che ha conosciuto i passi di una principessa.

Per molti la Rua Paissandu è solo una traversa della trafficata Rua Senador Vergueiro, quando dall’Aterro do Flamengo ci si dirige verso Largo do Machado. I più non la notano, presi dal traffico automobilistico. Eppure si tratta di una via di straordinaria bellezza. Per accorgersene, basta girare il capo verso destra e ammirare le due file di palme alte anche più di 20 metri che lambiscono le facciate dei ricercati edifici residenziali.

Si capisce subito che la Rua Paissandu non è una strada come le altre. Infatti, la stretta via della zona sud è un tassello della storia urbanistica di Rio de Janeiro.

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Scorcio della Rua Paissandu all’angolo con Rua Senador Vergueiro (foto: M. Ostrowski, lettore del blog).

Questa parte della città, oggi di classe media, era abitata dai ceti più abbienti di Rio de Janeiro prima che, intorno agli anni Venti, cominciassero a sorgere quartieri più periferici come Copacabana, Ipanema e Leblon, capaci di attrarre le élite della città. Anche in seguito, comunque, la zona continuò ad avere grande valore immobiliare e molte delle costruzioni oggi visibili risalgono agli anni Quaranta. Per questo, gli edifici che si affacciano sulla strada possiedono architetture di charme.

Tuttavia la storia della Rua Paissandu comincia molto tempo prima: esattamente tra il 1864 e il 1865. In quegli anni la Principessa Isabel ricevette in dono dal padre, l’Imperatore del Brasile Pedro II, una splendida residenza. Si trattava del Palazzo Guanabara, che oggi è sede del governo dello Stato di Rio de Janeiro.

La Rua Paissandu, venne costruita proprio per collegare l’ingresso del palazzo con la spiaggia di Flamengo e venne ornata con due file di piante di palma imperiale della specie Roystonea oleracea (le stesse che si possono ammirare nel Jardim Botánico).

Sono passate le generazioni, sono mutate le forme di governo, si è costruito dove un tempo c’era solo campagna, è esploso il trasporto automobilistico, Rio de Janeiro è diventata una megalopoli mondiale ma le belle palmeiras, nel frattempo cresciute, sono ancora lì a testimonianza di epoche passate e di una principessa che, forse a piedi o forse in carrozza, andava a respirare il mare.

Camminare per la Rua Paissandu è come entrare in una galleria. Una galleria del tempo in cui le vicende e i ricordi di Rio de Janeiro convivono stratificati in poche centinaia di metri. Tra i ricordi più pesanti che le palme della Rua Paissandu si caricano sulle spalle (o verrebbe da dire “sui tronchi”), c’è il fatto che proprio qui, nelle stanze dell’ancora esistente Hotel Paysandu, era ospitata la nazionale di calcio dell’Uruguay che, nel maracanazo del 1950, vinse la Coppa del Mondo a scapito dei padroni di casa del Brasile. Quasi una vendetta, visto che Paysandú è una città dell’Uruguay invasa dal Brasile nella guerra del 1864 – 1865 e la strada ne porta il nome.

Oggi la Rua Paissandu è una bella strada che collega i quartieri di Flamengo e Laranjeiras. Vi si respira un’aria nobile e d’altri tempi ed è curioso vedere alberi alti e dai tronchi levigati, convivere con edifici e automobilisti. In fin dei conti, nonostante la sua origine, la Rua Paissandu è una via larga pochissimi metri. Il risultato è che qui regna la sproporzione e il verde sembra predominare su asfalto e cemento.

Se avete tempo e vi trovate a passare da quelle parti, camminare per la Rua Paissandu o osservarla mentre si passa in taxi o autobus, è una piccola grande esperienza carioca. Spesso per scoprire una grande storia e un pizzico di bellezza, basta girare la testa e guardare in un’altra direzione.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

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