Esperienze carioca

Il Museo di Arte Naïf di Rio de Janeiro: il Brasile è qui ed è naïf

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Opera del pittore naïf Dalvan esposta al MIAN di Rio de Janeiro.
Visitare il MIAN, Museu Internacional de Arte Naïf do Brasil, significa immergersi in un mondo di colori che descrive lo spirito popolare e ancestrale del Brasile (e di altri 119 paesi).
A

l civico 561 di Rua Cosme Velho si nasconde un tesoro.

In una palazzina dal sapore antico, discretamente posizionata poco sopra la stazione dei trenini del Corcovado, è racchiusa la più grande collezione al mondo di pitture e disegni di arte naïf. Le opere sono circa 6.000. Gli artisti rappresentano 120 paesi. Ogni singola pennellata tramanda un pezzo della cultura di tanti popoli.

Chiaro, il Brasile guida la classifica, ma qui trovano spazio lavori provenienti da ogni angolo del pianeta. Anche dall’Italia.

Il MIAN, acronimo di Museu Internacional de Arte Naïf do Brasil, è uno scrigno che va aperto e ammirato con una visita di cui non vi dimenticherete facilmente. Un biglietto da dodici reais, vi farà tuffare per circa un’ora in un mare di colori e storie. Racconti su tela che portano con sé la vita e le tradizioni di generazioni e generazioni.

L'edificio che ospita il MIAN
L’edificio che ospita il MIAN

“Naïf” è tutto ciò che rappresenta la natura e il vero senza artifici o sforzi di tecnicismo. Il naïf è “graziosamente ispirato dal sentimento”. L’aggettivo è un francesismo che deriva dal latino “nativus”, nel significato di nascente, naturale, spontaneo, ingenuo, primitivo. La pittura naïf è quindi naturale, libera e pura.

Praia de Ipanema - Helena Coelho - MIAN - naïf
“Praia de Ipanema”, opera di Helena Coelho esposta al MIAN.

Ecco spiegato perché in Brasile l’arte naïf ha trovato e trova grande splendore.

Il MIAN è un’invenzione di Lucien Finkelstein, appassionato collezionista di arte naïf brasiliana. Scopritore di grandi talenti, Finkelstein decide di creare un museo in cui esporre la sua collezione. Viene creata una fondazione senza fini di lucro e, nel 1985, il MIAN vede la luce. Rio de Janeiro guadagna un centro culturale di fama mondiale.

La figura di Finkelstein è una di quelle romanticamente innamorate di Rio de Janeiro. Parigino di nascita, a 16 anni Finkelstein si trasferisce nella cidade maravilhosa con due zii. Siamo nel 1947. L’idea è quella di fare successivamente ritorno in Francia. Invece le cose non andranno così e Lucien rimarrà a Rio, dove morirà nel 2008, lasciando in eredità la sua fondazione, il museo e un grande amore per l’arte naïf.

Amore che personalmente traduco con la passione per le cose vere, semplici, che ogni giorno ispirano la vita quotidiana di milioni di persone. Amore per la vita in ogni sua manifestazione, per i rapporti umani, per i luoghi e la natura. Un sentimento del tutto agli antipodi della società consumista.

Questo è uno dei messaggi più belli della pittura naïf.

Un altro è l’assenza di rigidità. Il pittore naïf non dà troppa importanza alle proporzioni e alle regole stilistiche. Nella maggior parte dei casi è autodidatta. Un vero e proprio anarchico del pennello.

Alba Cavalcanti - Carnaval - MIAN
“Carnaval”, opera di Alba Cavalcanti esposta al MIAN.

Infine c’è il colore. Tutto è più bello, se colorato, e la sensazione che si prova ad entrare nel MIAN me la immagino simile a quella sperimentata dai primi spettatori del cinema a colori. Il mondo visto attraverso un prisma fluorescente. Incredibile! Ed è bello che, in una tale esplosione di colori, la fondazione del MIAN organizzi tanti eventi educativi dedicati ai bambini.

"Corcovado", opera di Lia Mittarakis esposta al MIAN
“Corcovado”, opera di Lia Mittarakis esposta al MIAN.

Incredibile anche che milioni di persone passino qui ogni anno per salire verso il Cristo Redentor e che, di queste, solo poche accedano al MIAN. Eppure siamo a pochissimi metri.

Non entrare qui significa perdersi le più belle rappresentazioni pittoriche di Rio de Janeiro. Credo di poter dire che la stessa identità di Rio de Janeiro abbia risentito delle opere degli artisti naïf.

Una volta dentro al museo, emozionatevi quando allo sguardo vi si spalancherà un capolavoro come “Rio de Janeiro, gosto de você, gosto dessa gente feliz” di Lia Mittarakis.

Sono sette metri di base per quattro di altezza e tutta l’anima di Rio de Janeiro.

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“Rio de Janeiro, gosto de você, gosto dessa gente feliz”, opera di Lia Mittarakis esposta al MIAN.

Gustate la vitalità dei dettagli che fuoriesce dai dipinti di Dalvan, le forme e le linee di Alba Cavalcanti, la storia del Brasile disegnata da Aparecida R. Azedo, la miscela di tinte di Helena Coelho.

Un dettaglio di "Brasil - 500 anos (Cinco séculos de lutas)", opera di Aparecida R. Azedo esposta al MIAN
Un dettaglio di “Brasil – 500 anos (Cinco séculos de lutas)”, opera di Aparecida R. Azedo esposta al MIAN.

Nomi dietro cui ci sono storie semplici. Storie vere. Persone nate nel subúrbio o immigrate nella grande città. Volti di dattilografe, operai, contadini, ingegneri, avvocati, cucitori di sacchi di zucchero, elettricisti. Poche nozioni, tanta vita da raccontare.

Il Brasile è qui. Sono qui i suoi colori. Quelli che ritrovate negli abiti, nelle cangas stese sul calore della sabbia, nella pelle e negli occhi dei suoi abitanti.

Il Brasile è qui ed è naïf.

Informazioni per la visita

Per arrivare al MIAN, Museu Internacional de Arte Naïf do Brasil, potete utilizzare un taxi o prendere un qualsiasi autobus che vada a Cosme Velho. Il museo è vicinissimo alla stazione del Trem do Corcovado. La stazione della metropolitana più vicina è Largo do Machado, da cui potete prendere facilmente l’autobus. In più o meno 10 minuti sarete a destinazione. Il MIAN è chiuso il lunedì.

Aggiornamento importante

Purtroppo il MIAN ha chiuso i battenti per carenza di fondi e al momento non è possibile visitarlo. Vi aggiorneremo se e quando riaprirà.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

2 commenti

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  • Con grande dispiacere ho appena letto (sulla relativa pagina Facebook) che il piccolo e prezioso MIAN chiuderà i battenti perché non riesce a sostenersi economicamente. E’ un peccato. Un gioiellino meraviglioso nella “Città meravigliosa”. Mi chiedo come l’amministrazione pubblica di Rio possa lasciarselo sfuggire così…

    • Ciao Paola e grazie per il tuo commento. Anche a me è dispiaciuto moltissimo apprendere della prossima chiusura del MIAN di Rio. Sembra incredibile che uno piccolo grande scrigno di tesori della cultura brasiliana (e non solo) possa chiudere senza che le istituzioni pubbliche o qualche mecenate privato intervengano. In passato il MIAN già era stato chiuso. Speriamo che le porte di questa eccellenza di Rio possano riaprire presto. Nel suo piccolo, DentroRiodejaneiro ha cercato di dare visibilità al museo e farlo conoscere ai viaggiatori italiani diretti a Rio.

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