Esperienze carioca

Camelôdromo: un mercatino e tanta umanità

Camelôdromo a Rio de Janeiro
Per i banchi del Camelôdromo a Rio de Janeiro.

[highlight style=”smoke”]Il Camelôdromo è uno dei mercati più famosi di Rio de Janeiro e girare per i suoi banchi è un’esperienza da fare almeno una volta: ecco il nostro racconto.[/highlight]

[dropcap style=”circle”]C[/dropcap]’è un luogo dove la strada pullula di vita come forse solo a Rio sa fare.

Si chiama Camelôdromo ed è uno di quei mercatini dove puoi trovare di tutto: dallo strano pezzo di modernariato alle copie perfette dei capi di abbigliamento più rinomati, passando per bibbie polverose e musica di ogni sorta. Se, sul modello napoletano, esistessero i neomelodici carioca, probabilmente i loro dischi sarebbero in vendita tra queste baracchette.

I camelôs (termine che deriva dal francese camelot) sono i venditori ambulanti di merce a buon prezzo e il Camelôdromo di Rio de Janeiro è il regno di questi commercianti di strada che, in epoca di e-commerce e coupon sconto, hanno un fascino particolarissimo.

Camelôdromo a Rio de Janeiro
Tra i banchi del Camelôdromo a Rio de Janeiro.

Arrivare al Camelôdromo è semplice. Basta prendere la metropolitana e scendere alla stazione Uruguaiana, che si trova al centro della città, a pochi passi dalla trafficata Avenida Presidente Vargas. Usciti dal metro, non potete sbagliarvi: le baracchette sono raggruppate su un grande spiazzo attraversato dalla Rua Uruguaiana. Insieme al limitrofo SAARA, il Camelôdromo forma un’area commerciale di non poco conto, alternativa ai grandi shopping center della zona sud, in cui centinaia di negozietti più o meno improvvisati espongono la loro merce ai numerosi acquirenti.

Camelodromo-Rio-de-Janeiro
Il Camelôdromo di Rio de Janeiro e i grattacieli del Centro.

Affacciatevi verso il Camelôdromo, girate per il labirinto delle sue baracchette: rimarrete stupiti della laboriosa energia di questi piccoli commercianti, con il loro “modello di business” così lontano dall’economia ufficiale. Sì perché qui l’informalità di Rio de Janeiro trionfa e non prova timore a trovarsi accanto al centro finanziario ed economico della città.

Chiaro: informalità può voler dire anche merci contraffatte o di scarsa qualità. Non è mio obiettivo promuovere l’acquisto di materiale non consentito dalle leggi e credo fermamente nella coscienza dei lettori di questo blog.

A parte il fatto che qui troverete anche molte cose carine (e non contraffatte) da comprare a prezzi ridicoli, ciò che comunque mi piace di più del Camelôdromo e che penso sia una di quelle esperienze carioca da raccontare, è semplicemente camminare tra questi banchi illuminati dalla luce che, filtrata dalle tettoie, assume sfumature bluastre. Una volta qui, provate a rilassarvi e a rimanere ricettivi verso i suoni, i colori e gli odori del luogo.

C’è tanta umanità tra queste baracche. Tanti piccoli commercianti orgogliosi del proprio lavoro e della propria merce. Troverete personaggi con cui scambiare due chiacchiere su quel lontano parente italiano o sulla vostra squadra del cuore. Assaporerete il gusto della contrattazione, quasi sempre proibito nella sterilità dei negozi griffati. Farete incontri inaspettati, proprio come è successo a me e un mio caro amico, l’ultima volta che mi sono spinto da queste parti.

Camelodromo-Rio-de-Janeiro
Tra i negozi del Camelôdromo a Rio de Janeiro.

Dopo avere individuato un negozietto che, chissà per quale ragione, ci ispirava più fiducia, il mio amico decide di comprare una maglia del Vasco e una del Flamengo da portare a suo figlio di ritorno dal viaggio. Indeciso se acquistare anche quella del Fluminense, dopo una lunga e piacevole chiacchierata con Júnior (non sono proprio sicuro si chiamasse così il proprietario del banco.. ma facciamo che va bene), alla fine il mio amico rinuncia.

Salutiamo Júnior e ci avviamo a piedi verso l’uscita. Percorsa una decina di metri, sentiamo chiamare alle nostre spalle: “Italianos! Italianos!”. Ci voltiamo. Il caro Júnior era là, la maglia del Fluminense tra le mani, il sorriso sulle labbra. Ci dona la maglia e, con un gesto fatto di tanta umana spontaneità, fa felici noi due e avrà di certo provato tanta soddisfazione sapendo di aver contribuito alla gioia di un bambino.

Si è felici solo nella condivisione, nel donare. Al Camelôdromo di Rio de Janeiro ne sanno qualcosa.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

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