Esperienze carioca

Bar do David: eccellenza gastronomica di Rio

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Il Bar do David è stato eletto per il secondo anno consecutivo il miglior boteco di Rio de Janeiro. Vi racconto la mia esperienza tra piatti gustosi ed emozioni varie.
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entre dal finestrino dell’autobus guardavo le onde infrangersi sulla spiaggia di Copacabana sotto il sole di un tiepido marzo, ancora non sapevo che avrei mangiato le costolette di maiale più buone in tanti anni di Brasile. Quando si parla di costela, non si scherza e, infatti, sono serissimo.

Ma andiamo per ordine.

La prima volta che ho sentito parlare del Bar do David è stato un paio di anni fa. È uno dei tanti botecos di cui Rio de Janeiro pullula. Cos’è un boteco? Un boteco è un bar, un baretto, un ristorantino, un luogo in cui si bevono fiumi di birra e si mangiano petiscos e tiragosto, piccoli piatti di pietanze semplici, veloci e quasi sempre gustose. Un boteco potrebbe essere paragonato a una taverna greca o ad un’osteria di quelle nostrane di una volta. Un boteco può essere una bettola, un buco pulcioso di quartiere ma anche un locale più chic o ricercato che attrae gente da altre parti della città. L’atmosfera è sempre informale e le persone li frequentano ad ogni ora del giorno per chiacchierare, bere e mangiare. Esistono botecos alla moda e la moda dei botecos è sempre in voga. A parte tutto ciò, quello del boteco è un aspetto cruciale della cultura di strada di Rio de Janeiro e di altre zone del Brasile. E se è vero che un mineiro vi dirà che i botecos carioca sono mediocri in confronto a quelli originali di Belo Horizonte, su queste cose, come dicevo, non si gioca.

La sana e robusta competizione sui migliori botecos, è sfociata in un concorso chiamato “Comida di buteco”, che quest’anno è arrivato alla sua diciottesima edizione. Cinquecento botecos in venti città del Brasile hanno gareggiato con le loro specialità gastronomiche e ricevendo i voti dei clienti. A loro volta, i vincitori si sfidano ogni anno e una giuria specializzata deciderà qual è il miglior boteco di tutto il Brasile. Alcuni lo chiamano street food. Gli ideatori di “Comida di buteco” dichiarano che il concorso è dedicato alla cozinha de raiz brasiliana. Una definizione sicuramente più affascinante.

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Bar do David: i riconoscimenti del premio “Comida di Buteco”.

Lo scorso anno il miglior boteco brasiliano è stato il Bar do David. Quest’anno, mentre scrivo, il simpatico localino nel cuore della favela Chapéu Mangueira ha già vinto il concorso per la città di Rio de Janeiro e a luglio si saprà se si confermerà anche vincitore nazionale come lo scorso anno.

Fatta questa parentesi (scusate ma dovevo spiegarvi: si parla di una cosa molto seria!), torniamo al mio finestrino.

L’autobus arriva a Leme. Non saprei dirvi perché, ma l’atmosfera di questo quartiere mi mette sempre una grande tranquillità. Scendo e, lasciata la curva sinuosa dell’Avenida Atlântica, mi dirigo verso la Rua General Ribeiro da Costa, da cui si snoda la Ladeira Ary Barroso (musica = favela), punto di accesso principale alla favela Chapéu Mangueira. Non ci si può sbagliare.

Alla base del morro, chiedo a un mototaxista in servizio se può condurmi al Bar do David. Non faccio in tempo a metabolizzare il sorriso che mi spalanca agli occhi che, in breve tempo, mi trovo a scendere dalla moto, che si arrampica su per la favela come un Boeing lascia la sua pista. Pagati tre reais, mi trovo davanti al Bar do David.

Entro, chiedo di David, ordino una cerveja, mi siedo ad un tavolino sul marciapiede, all’ombra di una tenda che mi ripara dal sole.

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Gli abitanti della favela di Chapéu Mangueira si godono un momento di relax al Bar do David.

L’atmosfera è tranquilla e gioviale. Pochi minuti e arriva il famoso David: colleziono subito un altro sorriso di quelli che non puoi non mettere nel cassetto dei ricordi. Il simpatico “oste” della favela, si siede con me, mi dà i suggerimenti sulle molte specialità della casa e la mia scelta cade sulla costela de porco com geleia de abacaxi com pimenta e hortelã (costolette di maiale con marmellata di ananas al peperoncino e menta), che annaffio con una Antarctica Original arrivata dal Polo Sud senza passare dal via.

Mentre aspetto la costela, David mi racconta un po’della sua storia. L’inaugurazione risale al 15 aprile del 2010 e, da allora, il Bar do David è diventato un punto fermo della comunità di Chapéu Mangueira. David esprime tutto il suo orgoglio quando parla delle persone che arrivano da ogni parte del Brasile e del mondo per assaggiare i suoi piatti e per avvicinarsi alla cultura delle favelas, in particolare di questa in cui è nato.

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Uscita secondaria dalla favela Chapéu Mangueira: dietro ai palazzi di Leme.

È un piacere averlo con me al tavolo e pare che la cosa sia reciproca.

Dopo aver ordinato la seconda bottiglia di Original, che bevo da solo visto che David non tocca neanche un goccio di birra, il discorso slitta sulla storia di Chapéu Mangueira e sulle lotte del padre di David, al secolo Lúcio de Paula Bispo. Dagli anni Cinquanta in poi, Lúcio fu dirigente comunitario della favela. Durante gli anni della dittatura brasiliana, tra gli anni Sessanta e Settanta, epoca di rimozioni forzate di tante favelas della zona sud di Rio, Lúcio guidò un movimento che riuscì a salvare la piccola favela, la quale ancora oggi sembra sollevarsi dietro i palazzoni di Leme per poter vedere il mare. Un eroe della comunità, il padre; un imprenditore che le ha dato un motivo di vanto in più, il figlio.

Eppure, quando parla di suo padre, David si commuove e dai suoi occhi spuntano le lacrime. Mi dice che il padre, che oggi non c’è più, sarebbe molto orgoglioso di ciò che lui ha costruito nella sua comunità e dell’immagine di favela che sta comunicando all’esterno. Dico a David che sì, sicuramente è così e ingoio un bicchierino di birra.

Neanche a farlo apposta, quasi a voler ammortizzare la commozione, il garçom mi recapita la costela di cui nel frattempo mi ero quasi dimenticato. Che dire… uno spettacolo di colore e sapore. Impiattamento che non ti aspetti, cottura al punto giusto e un gusto che al palato regala soltanto impulsi di piacere. Sembra churrasco o carne alla brace, anche se non lo è. Il condimento di marmellata di ananas, peperoncino e menta è sapientemente posizionato a parte ed è una combinazione ideale per accompagnare la carne. Le costolette di maiale di David sono molto più buone di tante assaggiate nelle churrascarias più blasonate (e care).

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La costela del Bar do David: costolette di maiale con marmellata di ananas al peperoncino e menta.

David, si riprende dall’emozione di poco prima e mi lascia mangiare con calma. Tra un boccone e l’altro, mi godo la vita della favela che passa accanto al mio tavolino. Penso alla storia di questi luoghi, alle vite che sono passate tra le baracche. Tanti hanno mollato tutto e da qualche angolo del Brasile sono venuti in posti come questo in cerca di fortuna. Alcune volte l’hanno trovata, altre no. David e suo padre l’hanno costruita per loro stessi, per gli altri abitanti della comunità e per il palato di chi sceglie di fargli visita.

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Vista sul Morro da Babilônia: accanto a Chapéu Mangueira.
Foto ricordo con David
Foto ricordo con David.

Informazioni per la visita

Il Bar do David si trova all’interno della favela Chapéu Mangueira, nel quartiere di Leme (zona sud di Rio de Janeiro). La comunità è pacificata ma occorre sempre fare massima attenzione e adottare le più comuni norme di sicurezza.

Potete arrivare all’ingresso della comunità a piedi dopo una passeggiata lungo il lungomare di Copacabana, in autobus con le linee 538 e 539 (venendo da Leblon e Ipanema) e 471 (venendo dalla zona nord e passando per Flamengo) e in taxi. L’accesso a Chapéu Mangueira è all’angolo tra la residenziale Rua Gustavo Sampaio e la Ladeira Ari Barroso. Qui troverete vari mototaxi con regolare licenza che vi porteranno su per pochi reais.

L’indirizzo esatto del Bar do David è: Ladeira Ari Barroso, 66 – loja 3 (Chapéu Mangueira) – Leme – Rio de Janeiro. L’orario del bar è facile: aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 8 del mattino fino all’ultimo cliente.

Simone Apollo

Sono appassionato di Rio de Janeiro e di Brasile. Sociologo, esperto di America latina, innovazione sociale, favelas e comunicazione. Inventore di DentroRiodejaneiro, l'unico blog italiano dedicato a Rio de Janeiro (e non solo).

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